Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Compravendita senatori: fascicolo Corte dei Conti su Silvio Berlusconi

Compravendita senatori, la Corte dei Conti indaga: Berlusconi rischia di pagare di tasca propria Compravendita Senatori, indagine della Corte dei Conti: rischia Silvio Berlusconi
Evangelisti Maggiorino | 13 Marzo, 2018, 19:28

Al di là però della faccenda comunque opaca riguardante De Gregorio, è da ricordare che il governo Prodi cadde non tanto per questa presunta compravendita, quanto piuttosto per l'opposizione interna esercitata da altri membri della coalizione di centrosinistra, tra cui gli uomini di Lamberto Dini, l'Udeur del "trombato" Clemente Mastella e il senatore di Rifondazione comunista Franco Turigliatto. Era il 2007 quando nel conto del Movimento Italiani nel Mondo del senatore De Gregorio arrivarono 3 milioni di euro da parte di Silvio Berlusconi: il Cavaliere dichiarò che la sua altro non era che una semplice donazione ma i giudici del tribunale di Napoli, che nel 2015 condannarono in primo grado Berlusconi a 3 anni di reclusione, si dissero convinti che il leader di Forza Italia aveva "pacificamente agito come privato corruttore e non certo come parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni".

Anche De Gregori potrebbe essere costretto a risarcire lo stato con una cifra a sei zeri. Infatti, sebbene Berlusconi sia stato condannato in primo grado perché ritenuto responsabile di aver pagato l'allora senatore De Gregorio per abbandonare il centrosinistra, il secondo grado si è concluso con la prescrizione del reato. Poi, in appello, il 20 aprile 2017 era arrivata la prescrizione.

"Le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola, a De Gregorio sono state effettuate - si legge ancora nelle motivazioni di quella sentenza - quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo".

A questo punto il dossier è finito alla Corte dei Conti, che ha delegato le indagini alla Finanza sugli effetti della caduta del governo sullo spread.

La contestazione riguarda i soldi (tre milioni di euro) che sarebbero stati elargiti da Berlusconi a De Gregorio per cambiare casacca dopo le elezioni. Capitolo danno all'immagine: la Corte dei Conti può chiedere fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione.

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