Venerdì, 22 Giugno, 2018

M5S, Di Maio: "No a Governo istituzionale. Il voto non ci spaventa"

DOPO IL VOTO. Di Maio alla stampa estera: Di Maio, non ci spaventa ritorno a urne
Evangelisti Maggiorino | 13 Marzo, 2018, 18:44

"Chiedo - è il suo appello - responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito". "Se le forze politiche non hanno compreso il segnale, forse stanno chiedendo di tornare a votare?" "La seconda forza politica - ha rivendicato - è a oltre 10 punti da noi, c'e' stata una grande investitura nei confronti del M5S", ha detto ancora. Lo dice Luigi Di Maio in una conferenza alla Stampa Estera.

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Insiste nel confermare la posizione dei Cinquestelle, ovvero, un movimento aperto a quelle forze politiche che convergono sui temi, non sulla spartizione delle poltrone. "Non c'è da fare alleanze ma da risolvere problemi".

"Noi non siamo disponibili a tradire la volontà popolare: votando Cinque stelle i cittadini hanno votato un candidato premier, una squadra di governo e un programma". Parlando poi della situazione economica, Di Maio ha attaccato il ministro dell'Economia per aver "trascinato le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo 'non so' a proposito del futuro del nostro Paese". Se dovessimo andare al governo, come spero, la nostra linea non è isolare l'Italia ma che sia un Paese che comunica il più possibile con il resto del mondo. Forse hanno bisogno di un segnale ancora più forte, come nuove elezioni?

"Le elezioni del 4 marzo sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica, gli italiani hanno dato un grande segnale che va colto, è stato un voto post ideologico, non centrano più destra e sinistra".

"Le presidenze delle Camere non riguardano il governo, non sono collegate al governo, sono figure di garanzia", dice Di Maio allontanando un'intesa con la Lega che è considerata solo per cambiare la legge elettorale. Non credo - ha aggiunto Di Maio - che ci sia da stravolgere la politica estera dell'Italia ma farla valere di più.

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