Domenica, 23 Settembre, 2018

Bankitalia: aumenta la povertà, un individuo su 4 è a rischio

Banca d'Italia: nel Paese sale la povertà Una persona su quattro è a rischio Ricchezza in mano al 5% di Bankitalia: 5% famiglie più ricche detiene 40% ricchezza
Esposti Saturniano | 12 Marzo, 2018, 18:35

Tra il 2006 e il 2016 il rischio è diminuito solo tra le famiglie con capofamiglia pensionato o con oltre 65 anni.

Aumenta, aggiunge Bankitalia, la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, tornata "a un livello simile a quello segnato nella seconda metà degli anni '90 del secolo scorso". L'indagine di palazzo Koch, su un campione di 7mila nuclei familiari, definisce questo rischio relativo a persone con un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano (una definizione analoga a quella impiegata dall'Eurostat). Oltre il 40 per cento di questa quota (ossia il 40 di 75, ossia il 30%, ndr) è detenuta dal 5 per cento più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro.

L'aumento delle diseguaglianze in Italia si nota anche nella quota di ricchezza detenuta dai Paperoni: nel 2016 il 5% dei più facoltosi deteneva il 30% della ricchezza complessiva. Il valore mediano, che separa la metà più povera delle famiglie dalla metà più ricca, spiega ancora Bankitalia, era significativamente inferiore (126.000 euro, da 138.000 euro nel 2014), riflettendo la forte asimmetria della distribuzione. Tra il 2006 e il 2016, si assottiglia invece la quota delle persone che vivono in nuclei familiari dove ci sono almeno due lavoratori (dal 50,7 al 45,5%). Nel 2016 è indebitato con un mutuo immobiliare il 28% delle famiglie, con una rata media di 7.300 euro che incide sul reddito per il 14%. Inoltre "nel Mezzogiorno, il 13,3 per cento degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel Nord e 6,9 nel Centro", prosegue l'indagine. "La quota di famiglie indebitate ha continuato a ridursi, al 21 per cento; il valore mediano del rapporto tra l'ammontare complessivo dei debiti familiari e il reddito è sceso al 63 per cento, dal picco dell'80 registrato nel 2012", spiega il rapporto Bankitalia. Per le famiglie indebitate, precisano da via Nazionale, le passività rappresentano circa il 18% del patrimonio lordo. Alla fine del 2016, la quota di famiglie che detenevano attività finanziarie è ancora salita, all'84% dal minimo del 79% raggiunto nel 2012, tornando sui livelli prevalenti prima della crisi finanziaria. Tra il 2014 e il 2016 la quota di famiglie finanziariamente vulnerabili è rimasta sostanzialmente stabile (circa 11% delle famiglie indebitate e circa il 2% del complesso delle famiglie).

Gli immobili di proprietà restano lo zoccolo duro della ricchezza degli italiani (è proprietario della casa in cui vive il 70% delle famiglie). La quota di proprietari e' pero' ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni (dal 59 al 52 per cento tra il 2006 e il 2016). Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case. La flessione è stata più marcata per i patrimoni più elevati (a prezzi costanti, la mediana e il nono decile della ricchezza netta sono diminuiti rispettivamente del 9% e di oltre il 6%; il secondo decile è cresciuto di circa il 4%).

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