Lunedi, 18 Giugno, 2018

Elezioni 2018: Governo M5S, Bisignani 'avranno l'incarico'

Elezioni, all'estero tendenza ribaltata: PD avanti su centro destra e M5S Elezioni 2018, l'analisi del voto in mappe e infografiche
Deangelis Cassiopea | 10 Marzo, 2018, 21:53

"Mi pare che tutto sia iniziato dalla vicenda del referendum costituzionale, mal gestita e mal comunicata, travolta da una serie di no. Palermo è stata forse la città col maggior numero di no che avrebbe dovuto essere un segnale d allarme".

Ora però le lotte intestine al PD fra i duri e puri che non vogliono allearsi con i penta stellati e chi invece spera ancora nella poltrona continuano.

Hanno risposto "assolutamente sì" il 24,3%, "probabilmente sì" il 34,8. Possibile. Ma fra poco sarà ora di giocare le carte sul tavolo. Ma il partito leghista è riuscito a vincere contro il M5s anche un'altra battaglia, quella per l'astensione: il 29,5% di chi lo ha scelto non si era presentato alle urne nel 2013. Non importa chi siano i candidati, se li conoscono, se li rappresentano, se hanno mai fatto qualcosa per il proprio territorio.

Stavolta, dopo le elezioni-tsunami con M5S e Lega sugli altari e con Pd, Leu e le cianfrusaglie della sinistra nella polvere, non ci si mette "una pezza". Più che disprezzare gli elettori occorre domandarsi perché il sistema si è deteriorato. Si potrebbe ribattere chiedendo i dati della mobilità Erasmus (che consideri gli studenti meridionali fuorisede).

La linea all'interno del partito, per dire la verità, sembra piuttosto chiara: il 90% dei militanti non vuole entrare in un'alleanza di governo con il centro destra o con il M5S e forti sono state in questo senso le affermazioni del neo iscritto Carlo Calenda e quelle della minoranza del partito per bocca del suo leader Andrea Orlando.

Nonostante i balletti tra i vari dirigenti, gli elettori del PD sanno benissimo cosa fare. Strano che una simile domanda la ponga qualcuno che ha votato Pd e qualcuno che vorrebbe guidare il Pd (non Emiliano, il presidente della Puglia è da tempo per pensieri, azioni e cultura un M5S ad honorem e non sua insaputa).

Merita poi un considerazione la scomparsa dei Cattolici Democratici e della stessa Chiesa in questa competizioni elettorale che è rimasta silente, non facendo sentire la sua voce se non con un appello generico per andare a votare.

Un punto chiave di queste elezioni politiche che al PD non dovrà sfuggire, peraltro, è che il partito non è stato giudicato sulla base di intenzioni, programmi e progetti futuri bensì sul proprio operato, su ciò che ha o non ha fatto, e in base al risultato elettorale il messaggio che ne emerge è molto chiaro: fatevi da parte, in base al nostro giudizio non avete fatto quanto ci aspettavamo e quindi adesso tocca ad altri. Senza se e senza ma. No per dignità politica, e non solo. Io elettore Pd e io Pd ho detto e pensato che quelli di M5S ci portano alla rovina economica con la loro somma di assistenzialismo peronista più ostilità all'impresa, all'Europa.

Prima delle elezioni italiane la preoccupazione di molti media internazionali era non tanto se il paese avesse avuto un governo in grado di navigare le acque agitate della crisi economica (e dell'imponente debito pubblico). La nostra responsabilità adesso è questa.

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