Mercoledì, 18 Luglio, 2018

Elezioni 2018, vincitori e delusi. Commenti

Elezioni, cosa succede adesso? M5s primo partito con exploit, Pd affonda. Lega supera FI
Acerboni Ferdinando | 05 Marzo, 2018, 17:48

Al Senato il M5S ha ottenuto il 31,6%, il PD il 19,4%, la Lega il 18,1%, Forza Italia il 14,4%, Fratelli d'Italia il 4,3%, Liberi e Uguali il 3,2 per cento, gli altri partiti non raggiungono il 3 per cento. Disfatta totale per il Partito democratico che non arriva neanche al 22 per cento.

Buon risultato invece della Boschi a Bolzano, con il 43% dei voti (la Biancofiore è ferma al 23%), così come Matteo Renzi che nell'uninominale dove si è candidato a Firenze ha ottenuto il 44%. A questo proposito sono impressionanti i dati restituiti proprio alla vigilia delle elezioni da Swg: se nel 2002 solo il 46% degli italiani si sentiva escluso, oggi questa percentuale è salita al 68%, se nel 2002 meno del 50% della popolazione esprimeva incertezza sul proprio futuro oggi il 74% degli italiani ha paura del futuro e crede che non stia nelle proprie mani il determinarlo. Fioccano, così, i primi commenti da parte dei vincitori di queste elezioni politiche. Nell'uninominale, se i dati si dovessero confermare, il M5S potrebbe vincere tutti i collegi uninominali, esattamente come accadde nel 2001 al centrodestra che vinse 61 collegi su 61. Alla Camera la situazione è più delicata, perché si va a oltranza. Il quale si deve accontentare del 30% dei voti (Forza Italia 20% più Lega 5% ed altri nella coalizione). Non ci aspettiamo che tale coalizione realizzerà significative riforme strutturali e, a seconda di quella che sarà la sua composizione, vediamo il rischio che le precedenti riforme possano essere smontate. Al momento di conferire l'incarico di governo, Mattarella non se lo farà strappare a furor di popolo: certo non da Salvini e nemmeno da Di Maio.

Infine, i più creativi non si fanno scappare la citazione cinematografica "colta": "Una popolistona per due, dal 4 marzo in sala".

5,20 - Il Movimento 5 Stelle si prende quasi tutti i collegi in Sicilia. "Nel medio termine, rimaniamo della visione che la prossima legislatura sarà caratterizzata da instabilità politica che potrebbe culminare in una crisi di governo o elezioni anticipate".

"Un voto di pancia: resta da vedere quello che succederà adesso, ovvero se il Movimento 5 Stelle decida di trovare un accordo con la Lega o con il Pd".

Era ampiamante atteso che si arrivasse a un parlemnto senza maggioranza, quello che invece il mercato non prevedeva era l'incremento delle forza populiste e la debole performance dei moderati. Con l'insediarsi del nuovo parlamento, verranno infatti eletti i presidenti di Camera e Senato: la loro scelta potrebbe rappresentare il primo possibile punto di incontro tra i membri di un'ipotetica futura maggioranza.

Altre Notizie