Martedì, 12 Novembre, 2019

Strage di Latina, l'Arma apre un'indagine sul test d'idoneità di Luigi Capasso

Luigi Capasso Luigi Capasso
Evangelisti Maggiorino | 02 Marzo, 2018, 15:47

Colpisce la donna, che lavora come operaia in uno stabilimento della Findus, allo zigomo, all'addome e al petto.

Strage famigliare oggi, 28 febbraio 2018 a Cisterna di Latina, in provincia di Latina. Circondato dalle forze dell'ordine, impegnate in estenuanti trattative per evitare una possibile tragedia, il 44enne si è però tolto la vita, dopo che aveva già ucciso le sue due figlie piccole. "I carabinieri, intervenuti nell'immediatezza, si sono apprestati a entrare nella casa in cui si era barricato ma è divenuto quasi evidente, da subito, che le bambine erano morte", spiegano i militari in una nota, precisando che è stato lo stesso padre ad ammetterlo, "nel corso dei suoi disconnessi dialoghi con i negoziatori". A quel punto la donna si era decisa ad andare dall'avvocato Maria Belli del foro di Latina. La moglie è stata trasportata in gravissime condizioni al San Camillo di Roma. Verso le ore 5:20 le ha sparato mentre scendeva la rampa e le ha sottratto la borsa con le chiavi di casa; recatosi nell'appartamento ha ucciso le due figlie quando ancora dormivano. Poi, nel garage, le spara tre colpi, alcuni dei quali avvertiti dai vicini. Proprio dopo questo anomalo silenzio, durato all'incirca un'ora, i carabinieri hanno fatto irruzione nella casa in via Collina dei Pini facendo la drammatica scoperta.

Difficile ricotruire una vicenda da quanto mostrato sui social dai protagonisti, o leggere tra le righe cosa stessero davvero vivendo.

"Temiamo il peggio ma non abbiamo ancora notizie definitive".

Una ragazza di 20 anni che abita al quinto piano della palazzina dopo aver sentito gli spari ha visto la donna a terra e ha chiamato i soccorsi e i carabinieri.

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