Martedì, 16 Luglio, 2019

Corruzione, nuovo arresto per Stefano Ricucci

Guardia di Finanza Guardia di Finanza
Evangelisti Maggiorino | 02 Marzo, 2018, 08:17

Stefano Ricucci di nuovo nei guai: l'imprenditore è stato arrestato dalla Guardia di Finanza insieme al magistrato Nicola Russo, giudice della Commissione tributaria del Lazio e consigliere di Stato, incarico da cui era stato già sospeso. E' l'esito di un'indagine per corruzione in atti giudiziari condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza con il coordinamento della Procura capitolina. Dagli accertamenti investigativi e' emerso un accordo corruttivo tra i tre indagati, legato all'emissione di una sentenza 'pilotata' nell'ambito di un contenzioso tributario tra la Magiste Real Estate Property (riconducibile a Ricucci) e l'Agenzia delle Entrate, che ruotava attorno al riconoscimento di un credito Iva di oltre 20 milioni di euro, vantata dalla stessa societa' nei confronti dell'Erario. Nei confronti dei due imprenditori è stata disposta la custodia cautelare in carcere mentre per il giudice sono scattati gli arresti domiciliari. Incarcerato anche il socio Liberato Lo Conte. Per la parte riguardante le false fatturazioni, il "furbetto del quartierino" Ricucci era stato condannato con rito abbreviato a 3 anni e 4 mesi nel dicembre di due anni fa. Stefano Ricucci, Nicola Russo e Liberato Lo Conte sarebbero stati colpevoli di aver aggiustato una sentenza i cambio di denaro, serate in locali notturni, hotel e cene.

Un anno e mezzo fa gli investigatori erano convinti che la sentenza di secondo grado emessa da Russo, mostrava una serie di anomalie fra le quali la circostanza anomala che le motivazioni riporterebbero interi brani della memoria presentata dalla società di Ricucci , un vero e proprio "copia e incolla" che includeva anche i refusi. Russo, secondo gli inquirenti, avrebbe dovuto astenersi per conflitto di interessi, invece fu relatore ed estensore della sentenza d'appello che ribaltò il precedente provvedimento della Commissione tributaria provinciale in favore della Magiste. In cambio, scrive ancora il giudice per le indagini preliminari, avrebbe avuto "regalie e disposizioni economiche di favore" consistenti tra nel pagamento di cene e serate in hotel, ristoranti e locali notturni romani.

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