Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Confindustria-sindacati, accordo contro il dumping contrattuale

Il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia Il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia
Evangelisti Maggiorino | 02 Marzo, 2018, 08:10

Accordo raggiunto tra Confindustria e sindacati sulla riforma del modello contrattuale.

Viene sottolineato come Cgil, Cisl e Uil abbiano già sottoscritto Accordi dello stesso tenore con altre organizzazioni come la Confcommercio e quindi secondo molti attori delle relazioni industriali il terreno sarebbe pronto per compiere questo salto alytamente innovativo, tenendo conto che storicamente sia la Cisl sia la Confindustria sono state tradizionalmente contrarie a una "legge sulla rappresentanza".

Inoltre, i contratti nazionali di categoria dovranno individuare il trattamento economico complessivo (Tec) e il trattamento economico minimo (Tem).

Per la prima volta si procederà alla misurazione della rappresentatività anche per le imprese: "Si è concluso questa notte il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria - si legge nel comunicato congiunto - e il documento conclusivo rilancia il valore delle relazioni industriali".

E sarà firmato ufficialmente il pomeriggio del 9 marzo, dopo la riunione dei rispettivi organismi delle tre organizzazioni sindacali (il 6 marzo sono convocati il comitato esecutivo della Cisl e l'esecutivo nazionale della Uil, il 9 marzo mattina il direttivo della Cgil). Così è possibile tutelare non solo la concorrenza tra le imprese, ma anche offrire maggiori garanzie ai lavoratori stessi.

Sono confermati i due livelli di contrattazione, il primo nazionale e il secondo aziendale o territoriale. Di parere opposto è il presidente Inps Tito Boeri che ha parlato di "ipocrisia" dei sindacati perché spesso "per i contratti collettivi non vengono applicati i minimi". Le singole categorie potranno anche modificare il Tem.

Il contratto collettivo nazionale di categoria individuerà i minimi tabellari per il periodo di vigenza contrattuale, intesi quali trattamento economico minimo (TEM). "In quest'ottica Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, nel definire i reciproci impegni in materia, ritengono utile che si definisca un percorso condiviso anche con le altre Associazioni datoriali per arrivare ad un modello di certificazione della rappresentanza datoriale". Infatti, si afferma, "dovrà incentivare lo sviluppo virtuoso - quantitativo e qualitativo - della contrattazione di secondo livello, orientando le intese aziendali, ovvero quelle territoriali (laddove esistenti), verso il riconoscimento di trattamenti economici strettamente legati a reali e concordati obiettivi di crescita della produttività aziendale, di qualità, di efficienza, di redditività, di innovazione, valorizzando i processi di digitalizzazione e favorendo forme e modalità di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori".

L'innovazione si rende infatti necessaria contro il proliferare dei contratti 'pirata', stipulati da soggetti senza nessuna rappresentanza certificata e finalizzati esclusivamente a dare copertura formale a situazioni di vero e proprio "dumping contrattuale". "Le parti sociali indicano al paese una strada condivisa e responsabile per favorire la crescita".

"È un passaggio molto importante e positivo".

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