Lunedi, 14 Ottobre, 2019

LA MOSSA DEL CAVALLO film tv lunedì 26 febbraio 2018

Topalbano sono 'La mossa del cavallo – C'era una volta Vigata' anticipazioni e cast, Camilleri: “Sono emozionato”
Deangelis Cassiopea | 26 Febbraio, 2018, 09:49

Dopo il tv movie La mossa del cavallo, per lunedi 5 marzo ci sarà una pausa per via dei risultati elettorali delle Politiche del 4 marzo con uno speciale di Porta a porta, ma da lunedi 12 marzo e fino al 16 aprile torneranno le repliche de Il commissario Montalbano che siamo certi saranno sempre campioni di ascolti e costringeranno certamente Mediaset a lasciare L'isola dei famosi al martedi. Tratta dall'omonimo romanzo di Andrea Camilleri (1999), a sua volta ispirato a un episodio del saggio "Politica e mafia in Sicilia" di Leopoldo Franchetti (1987), la vicenda verte attorno alla figura dell'ispettore capo Giovanni Bovara (Michele Riondino), inviato a Montelusa nell'autunno del 1877 per svolgere delle indagini sull'applicazione della tassa sul macinato, causa di continue corruzioni ed evasioni fiscali. Questo tv movie già molto atteso dal pubblico di Rai Uno che ama le fiction e in primis il mondo di Montalbano e Camilleri, concluderà il ciclo di inediti dedicati a Camilleri ma non del tutto. "C'è la loro consapevolezza che forse non è possibile arrivare a far emergere tutta la verità, ma insieme l'importanza di far comunque emergere una verità, anche se parziale". "E allora io cerco di chiamare le cose con il loro nome". E la leva obbligatoria arrivò come una ulteriore tassa per le famiglie povere che si vedevano private di due braccia giovani per quattro anni.

Secondo il regista Tavarelli: "La mossa del cavallo, è un film sulla connivenza che legava i governanti e i gendarmi dell'epoca ai potenti di allora, racconta di un'Italia divisa in due, sia politicamente che linguisticamente".

La mossa del cavallo. La rappresentazione della Sicilia che ho dato attraverso Montalbano ha sorpreso molto; gli stranieri hanno scoperto paesaggi bellissimi e diversi rispetto a quelli dell'Italia che sono abituati a vedere.

Grazie alla scelta di trasformarla in un western in terra di Sicilia, questa storia si sottrae a tutte le trappole del film in costume, mettendo insieme recitazione, immagini, attori e scelte di regia che passano dal grottesco al realismo, dalla commedia al film di denuncia. Solo un'abile 'mossa del cavallo' gli permetterà di uscirne: cambierà linguaggio e dal genovese prenderà a parlare solo in siciliano. E' anche un atteggiamento, un'attitudine. Proprio mentre indaga su funzionari corrotti e mulini clandestini gestiti dal boss locale, le cose si complicano perché Bovara assiste all'omicidio di un prete più che chiacchierato che ha molti nemici.

Un giallo in costume ma anche un western alla siciliana e soprattutto un romanzo storico di estrema attualità che va alla radice di contraddizioni e mali italici, dal divario nord-sud alla corruzione, alla criminalità organizzata. "Il recupero del dialetto siciliano gli permetterà di rivoltare a suo beneficio il senso e il significato delle parole", come spiega lo stesso Camilleri. Per studiare il genovese ho avuto un coach, Andrea Bruschi, e il padre 90enne che mi lasciava i memo su Whatsapp. "Ringrazio Andrea Camilleri per il suo aiuto, la Palomar e la Rai per aver voluto rischiare".

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