Martedì, 11 Dicembre, 2018

"La forma dell'acqua", il mostro di Del Toro riempie il cuore

Guillermo del Toro presidente della giuria di Venezia 75 La forma dell'acqua, una fantastica storia d'amore fantastico
Deangelis Cassiopea | 18 Febbraio, 2018, 22:55

E non solo, perché "La forma dell'acqua" ha anche ricevuto tredici nomination agli Oscar (quest'anno è il film con il più alto numero di nomination). Evidente fra tutti il modello di La bella e la bestia, anche se qui il messaggio sulla legittimità del "diverso" e la rivendicazione della bellezza come fatto interiore è radicale: l'essere acquatico non ha bisogno di trasformarsi in uomo per venire amato, la sua natura di spirito delle acque gli conferisce mitologica possanza; e la solitaria sognatrice Sally Hawkins, donna di pulizie nel segretissimo laboratorio governativo dove lui (Doug Jones) è segregato, coglie subito l'essenza del suo fascino arcano. A lei sono legati due personaggi che, negli Stati Uniti della guerra fredda, devono ritagliarsi con fatica uno spazio di apparizione della società: Zelda è afroamericana e Giles è omosessuale; entrambi sono soggetti subalterni, malvisti e derisi.

Cosa voleva raccontare Guillermo Del Toro attraverso questo film? Tra musical e noir, commedia e horror, la mitologia si appropria delle istanze favolistiche di un regista che stavolta si abbandona al racconto con soavità, dove Sally Hawkins è un'Elisa dal candore stupefatto e il cuore nobile, e il consueto Michael Shannon sopra le righe è il paladino militare di un mondo che non può più resistere a chi non vuole essere più imprigionato, stanco di vivere di soli sogni.

Come ricordato, una delle caratteristiche dello stile di del Toro è quella di dare forma a regni fantastici, popolati da creature mutaformi e iridescenti; se fino ad oggi la sua forza prometeica ha generato luoghi oscuri e inaccessibili, ne La forma dell'acqua il regista plasma la materia per condurla ad approdi altrettanto affascinanti ma decisamente meno sconvolgenti. "Tutti e tre - ha spiegato Del Toro - sono marginali e invisibili per diversi motivi: uno per l'etnia, uno per l'orientamento sessuale, uno per la disabilità".

Sono dei personaggi davvero invisibili infatti nel film il laboratorio che nasconde la creatura crede di combattere con delle spie sovietiche ma in realtà il laboratorio combatte con questi tre personaggi emarginati.

Già all'inizio c'è tutto il contrasto che segnerà il film, quando entriamo in una casa immersa nell'acqua, sospesa, in cui tutto fluttua e una voce fuoricampo narra il prologo, come in ogni favola, interrotto poi dal vero inizio, dalla protagonista e la sua routine: ogni mattina prima di andare al lavoro un uovo sodo e masturbazione in vasca.

Protagonisti de "La forma dell'acqua" una giovane donna muta e una creatura acquatica, quest'ultima interpretata da un ottimo Doug Jones, specialista del genere fantasy e nuovamente al fianco di del Toro, dopo aver vestito i panni del Fauno in "Il labirinto del Fauno" e di Abraham Sapien in "Hellboy". "Sapevo che volevo che la creatura sembrasse reale ma che allo stesso tempo fosse bellissima, ed è una cosa davvero difficile", ha raccontato.

Come è riuscito a rendere il mostro attraente?

C'è parecchio amore dentro il nuovo film di Guillermo del Toro.

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