Domenica, 18 Febbraio, 2018

Un addio a Giuseppe Galasso, storico, politico, giornalista

Giuseppe Galasso Morto lo storico Galasso: aveva 88 anni
Evangelisti Maggiorino | 15 Febbraio, 2018, 16:22

Un lutto ha colpito il mondo accademico e politico napoletano, si è spento all'età di 88 anni Giuseppe Galasso.

Galasso avrebbe dovuto partecipare a una presentazione culturale martedì pomeriggio presso Laterzaagorà di Napoli, ma la sua improvvisa scomparsa ha costretto la casa editrice a rinviare l'evento. Era attualmente docente di storia moderna all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Tra i principali studiosi di Croce, curò la nuova edizione delle opere del filosofo mentre da notare sono la rassegna Storici italiani del Novecento (il Mulino, 2008), la Prima lezione di storia moderna (Laterza, 2008), la serie di cinque volumi L'Italia nuova (Edizioni di Storia e Letteratura, 2011-2012), il libro La Calabria spagnola (Rubbettino, 2012), le riflessioni contenute nel saggio Liberalismo e democrazia (Salerno, 2013).

Nel 1975 Galasso fu eletto sindaco di Napoli con l'incarico di costruire una giunta, ma il mandato non andò in porto e fu un'occasione mancata per la città.

La sua presidenza aveva illustri precedenti: Scipione Volpicella, Bartolommeo Capasso, Giuseppe De Blasiis, Michelangelo Schipa, Ernesto Pontieri, ed egli la assumeva avvantaggiandosi di una collaudata e qualificata esperienza come preside della Facoltà di Lettere e filosofia della Federico II dal 1972 al 1979, presidente della Biennale di Venezia fra il 1978 e il 1983, per poi divenire dal 1988 al 1991 sottosegretario al ministero per il Mezzogiorno.

Giuseppe Galasso è stato uno dei difensori delle bellezze paesaggistiche e naturali d'Italia e se oggi, una parte del paesaggio del nostro Paese si è salvato da cemento e speculazione lo dobbiamo proprio alla "Legge Galasso" che dall'8 agosto del 1985 ha costituito il primo innovativo e allora più importante strumento di tutela ambientale del nostro ordinamento. Attivo anche durante la legislatura di De Mita come sottosegretario al ministero per l'Intervento Straordinario nel Mezzogiorno. "Desidero esprimere l'apprezzamento della Repubblica per il suo insegnamento e la vicinanza e la solidarietà ai familiari, agli amici che si nutrivano del confronto con lui, a tutti coloro che l'hanno conosciuto e apprezzato nel suo ruolo di professore, di esponente del pensiero laico e liberale, nel suo impegno politico e di governo, nei suoi studi che sono continuati fino a quando le forze lo hanno consentito". Ha collaborato fino alla sua morte con quotidiani e periodici nazionali, tra cui Il Mattino, il Corriere della Sera, La Stampa e L'Espresso.

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