Lunedi, 20 Agosto, 2018

Morto investitore del ciclista Scarponi: non si dava pace

La scena dell’incidente costato la vita a Michele Scarponi La scena dell’incidente costato la vita a Michele Scarponi
Cacciopini Corbiniano | 15 Febbraio, 2018, 09:58

Senza saperlo, Michele e Giuseppe erano legati a doppio filo da un destino atroce che li ha portati via entrambi a breve distanza l'uno dall'altro. E' stato troppo grande quel peso e quel dolore che ha afflitto il piastrellista. A nulla sono valse le parole di solidarietà nei suoi confronti. L'artigiano da quel momento non ha più avuto la forza di reagire, si è lasciato andare e la morte lo ha sconfitto definitivamente.

Giacconi è morto nella sua abitazione, al termine di una lunga malattia.

Alla Procura di Ancona Giuseppe Giacconi ha sempre detto che quel 22 aprile non ha visto il ciclista ad un incrocio non riuscendo quindi a frenare in tempo per evitare l'impatto. L'incidente avvenne il 22 aprile di un anno fa, con l'Aquila di Filottrano (così veniva soprannominato Scarponi) che morì sul colpo in strada all'età di trentasette anni. In quei giorni Scarponi si stava allenando in vista dell'imminente inizio del Giro d'Italia, dove avrebbe corso con i gradi di capitano dopo l'infortunio capitato al suo compagno di squadra, Fabio Aru. E invece, all'uscita di un tornante in via dell'Industria, alla periferia del paese, ecco arrivare lo scontro fatale con il furgone al cui volante c'è un suo compaesano di Filottrano, un suo tifoso, il falegname Giuseppe Giacconi. L'artigiano subito si è difeso, spiegando di non averlo proprio visto. Giacconi si è spento a Filottrano, piccola cittadina anconetana, e il funerale verrà celebrato nella giornata odierna. Anche Giuseppe come Michele sarà sepolto nel cimitero di Filottrano. E continuerà a ripeterlo a tutti per mesi, anche a giudici che, giocoforza, lo avevano iscritto al registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte del campione.

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