Lunedi, 21 Mag, 2018

Bari, scoperto un traffico internazionale di rifiuti pericolosi: tre arrestati

Traffico di rifiuti tra Italia, Egitto, Iran e Libia: 3 arresti Traffico di rifiuti tra Puglia e Africa: arrestati 3 imprenditori
Evangelisti Maggiorino | 15 Febbraio, 2018, 07:05

Per questo tre imprenditori, Domenico Cassetta di Andria, Domenico Montaruli di Ruvo di Puglia e l'egiziano Deyab Ashraf, sono stati arrestati dai carabinieri forestali del Gruppo di Bari.

- Parti di veicoli fuori uso (cabine, assali, pneumatici, serbatoi, motori, alberi di trasmissione, semiscocche, tettucci, marmitte, impianti frenanti, ecc) in ingenti quantità, costituenti rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, in quanto mai sottoposti alle operazioni di trattamento previste (messa in sicurezza, di demolizione, di pressatura, di tranciatura, di frantumazione, di recupero o di preparazione per lo smaltimento dei rifiuti frantumati) quali attività da eseguirsi ai fini del recupero o dello smaltimento del veicolo fuori uso e dei suoi componenti.

Bari, Genova e Salerno, dirette principalmente verso Iran, Libia, Egitto. "Non a caso - prosegue dunque l'associazione ambientalista -, infatti, come emerge dall'ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale".

Vecchie auto smontate, smembrate e rispedite in Africa e Asia.

Inoltre, ammonta a oltre € 1.700.000 il valore accertato dei profitti illeciti, derivanti dal risparmio di spesa per la mancata attivazione delle corrette procedure di gestione e recupero dei rifiuti prescritte dalla legge e dai ricavi delle vendita illecita dei rifiuti stessi. Sono state, inoltre, sequestrate false documentazioni utilizzate per presentare come parti di ricambio i rifiuti esportati.

Numerose sono le fatture sequestrate corredate da Dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di Ditte specializzate. "Un'indagine complessa", a dirlo in conferenza stampa il Procuratore Giuseppe Volpe, durata due anni e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Per tali principali ragioni, agli indagati sono stati contestati numerosi reati di falso.

L'indagine è stata condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Gruppo di Bari con la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Direzione Centrale Antifrode e Controlli, che ha permesso agli investigatori di localizzare e bloccare i traffici in esportazione.

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