Giovedi, 24 Mag, 2018

Latina. Diciotto arresti della Guardia di Finanza per false fatture

False fatture per 500 mila euro, Gdf sequestra 230 mila euro Sfilate di moda e spettacoli: truffa da 500mila euro
Evangelisti Maggiorino | 15 Febbraio, 2018, 04:23

Indagando i militari della Tenenza di Aprilia con i colleghi del Nucleo di polizia tributaria di Latina hanno scoperto un vorticoso giro di fatture false per circa novanta milioni di euro che hanno consentito negli anni un'evasione fiscale di circa 20 milioni di euro.

Oltre all'imprenditore a finire in carcere tre commercialisti e tre consulenti del lavoro che operano tra Aprilia e Cisterna di Latina, un ispettore della Guardia di Finanza di Aprilia e un funzionario dell'agenzia delle entrate. Tramite di una vasta rete di società cooperative, gestite da prestanome, il napoletano ha procurato gli indebiti vantaggi economici a società riconducibili al gruppo criminale dei cosiddetti "pugliesi", i cui componenti sono già stati arrestati nel luglio scorso. Pierpaolo Bortone, 18 arresti e sequestrando beni per oltre 15 milioni di euro, nei confronti di un'organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione.

Nel complesso, sono stati quindi scoperti costi fittizi per 72,2 milioni di euro relativi a spese di carburante e una complessiva imposta evasa, ai fini IVA ed imposte sui redditi, pari a 32,3 milioni di euro, oggetto del provvedimento di sequestro dell'autorità giudiziaria, eseguito sia a carico delle 91 società di autotrasporto coinvolte, sia del professionista Ruggiero Massimo Curci. I soldi ricavati, provenienti dall'evasione fiscale, venivano trasferiti all'estero, simulando acquisti di servizi da società londinesi, anche queste riconducibili agli stessi indagati.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina, nell'ambito delle più ampie attività di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione e alla repressione della contraffazione e degli illeciti in materia di sicurezza prodotti e tutela della concorrenza, hanno, in questi giorni, amplificato il loro dispositivo di contrasto in virtù dell'intensificarsi della vendita di prodotti carnevaleschi per i bambini. Dalle indagini è emerso un sistema facente capo a tre commercialisti che avrebbero sfruttato illecitamente i loro contatti presso pubblici uffici per agevolare i loro clienti.

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