Martedì, 21 Agosto, 2018

Eutanasia: giudici processo Dj Fabo, trasmettere atti Cappato a Consulta

Dj Fabo Dj Fabo, Cappato: Corte d'Assise rinvia alla Consulta
Evangelisti Maggiorino | 14 Febbraio, 2018, 17:45

Sono tre i possibili verdetti che potrebbero essere dati dalla Corte: una sentenza di piena assoluzione (esattamente come richiesto dalla Corte), una condanna oppure la trasmissione degli atti alla Consulta per poter valutare la legittimità costituzionale del reato che è stato contestato.

La Corte di Assise di Milano ha sollevato la questione di costituzionalità sul processo, sospendendolo, nei confronti del tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, riguardo il presunto aiuto al suicidio di Dj Fabo, decidendo così di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato.

Un procedimento dove accusa e difesa si sono trovate d'accordo sulla non colpevolezza dell'esponente radicale, in base al principio del diritto all'autodeterminazione e a una morte dignitosa, che di fatto assolverebbe l'imputato dall'aver accompagnato il 40enne, cieco e tetraplegico dopo un incidente in auto, nella clinica Dignitas per il suicidio assistito.

"Noi - ha detto il pm Tiziana Siciliano nella sua requisitoria - non possiamo permetterci di decidere cosa può essere degno per un'altra persona, è una violazione delle libertà personali più basilari".

Ora toccherà alla Corte Costituzionale esprimersi, per arrivare alla decisione finale su una vicenda che non smette di far discutere e dividere. Cappato, per i pm, lo aiutò nell'esercizio di quel diritto. Nell'aula, oltre al leader radicale, assistito dai legali Massimo Rossi e Francesco Di Paola, è presente, come a tutte le udienze, la fidanzata di Dj Fabo, Valeria Imbrogno.

Assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

Marco Cappato si autodenunciò ai carabinieri di Milano il giorno dopo la morte di dj Fabo. Il verdetto è stato letto al termine della Camera di consiglio.

Nella grande aula della Corte d'Assise del Tribunale di Milano tanti vorranno sentire la parola "assoluzione".

Quella di oggi dunque potrà essere una sentenza storica che potrebbe creare un precedente giurisprudenziale, perché aprirebbe la strada all'assistenza medica a una morte volontaria senza sofferenze anche nel nostro Paese.

17 gennaio 2018: Marco Cappato, nelle sue dichiarazioni spontanee, chiede ai giudici di essere assolto con una formula che riconosca il diritto di Fabiano, e di chi è come lui, a morire, altrimenti "preferisco che mi condanniate".

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