Giovedi, 16 Agosto, 2018

Cipro: Grecia, Turchia viola ancora legalità internazionale

L'impianto Eni per il trattamento a terra del giacimento di gas super-giant Zohr L'impianto Eni per il trattamento a terra del giacimento di gas super-giant Zohr
Evangelisti Maggiorino | 14 Febbraio, 2018, 16:37

L'equipaggio Eni ha "prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione in attesa di un'evoluzione della situazione", fanno sapere dal Cane a sei zampe mentre è atteso per oggi l'arrivo a Nicosia di un alto dirigente dell'azienda italiana, responsabile dell'area del Sud Europa, per colloqui con il ministro dell'Energia cipriota, Giorgos Lakkotrypis nel tentativo di sbloccare la situazione. L'Eni (che ricordiamo è controllata al 30% dallo Stato italiano) è ovviamente in possesso di regolari licenze, essendo presente a Cipro in diversi blocchi dal 2013.

"Non ci aspettavamo che accadesse perchè siamo assolutamente molto dentro l'Economic zone di Cipro dove l'Eni ha già scavato due pozzi senza alcun problema": lo ha detto l'amministratore delegato del gruppo energetico, Claudio Descalzi, parlando a giornalisti al Cairo. Secondo Descalzi "probabilmente la tensione è salita per altri motivi e quindi la nave è stata bloccata". Possibile che a nessuno sia venuto in mente di inviare un paio di nostre Unità navali, distogliendole da quell'operazione Themis (ex-Triton) di fronte alla Libia che comunque lascia transitare tutti i migranti, oppure distaccarle dal Task Group antiterrorismo che naviga nel Mare Nostrum, al fine di mostrare la bandiera almeno a livello di deterrenza, senza lasciare in balia delle onde e dei turchi quei poveri della Saipem? "Noi aspettiamo. Chiaramente non possiamo aspettare per sempre", si limita a dire Descalzi. Opposta la lettura data dal presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, secondo il quale la Turchia "sta violando il diritto internazionale". "Esorto la Turchia ad evitare minacce o azioni contro qualsiasi membro dell'Ue e a impegnarsi piuttosto in buone relazioni di vicinato, nella soluzione pacifica di controversie, e al rispetto della sovranità territoriale", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo una telefonata con il capo di stato cipriota Nikos Anastasiadis, fresco di rielezione. È quanto ha riferito un portavoce del Foreign Office rispondendo a una richiesta dell'agenzia di stampa cipriota Cna.

Se quel gas potrà essere destinato ai consumi europei, bisognerà trovare un accordo di tipo economico e politico tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo orientale come Turchia, Grecia, Egitto, Cipro, Israele. Potrebbero convincere i turchi ad abbassare i toni.

Ieri sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione dell'Ue. "Quello che invece suona terribile è il silenzio dell'Europa", ammette Sapelli.

Altre Notizie