Martedì, 25 Settembre, 2018

L'ultimatum a Zuma e il futuro del Sudafrica

Sudafrica ultimatum a Zuma Domani voto di sfiducia contro il presidente Zuma
Evangelisti Maggiorino | 14 Febbraio, 2018, 16:02

Forse si sta per scrivere la parola fine sulla carriera politica del presidente sudafricano dopo che il suo partito di riferimento ha deciso di chiederne le dimissioni. E' quanto emerso al termine di una riunione durata 13 ore, che avrebbe dato a Zuma un ultimatum di 48 ore per dimettersi. Ace Magashule, segretario generale del partito di governo African national congress (Anc), ha annunciato ufficialmente la revoca del mandato. Zuma è stato rimpiazzato alla guida dell'Anc a dicembre 2017 e al momento non ricopre ruoli di rilievo nel partito. Zuma si è anche rifiutato di restituire il denaro pubblico.

È importante notare, che nel 2008 anche Zuma, dopo aver acquisito la guida dell'Anc, chiese all'allora presidente Thabo Mbeki di dimettersi e questi si rimise alla volontà del suo successore.

DIMISSIONI RESPINTE. La risposta di Zuma non si è fatta attendere. Sul leader sudafricano pesano come un macigno le accuse di corruzione, riciclaggio, truffa e crimine organizzato: sarebbero 783 i procedimenti attualmente a suo carico.

Finora l'unica apertura di Zuma è stata di accettare le dimissioni, ma senza decorrenza immediata. Una decisione che rischia di estendere la lotta di potere all'interno dell'Anc, che ricorrendo alla censura del Parlamento dimostrerebbe di essere incapace di esercitare una disciplina interna. Tra i quali spicca l'urgenza di risolvere lo stallo istituzionale prima del prossimo 21 febbraio, giorno della presentazione del bilancio nazionale in Parlamento, che privato dell'ingombrante presenza di Zuma potrebbe rassicurare gli investitori sul fatto che il Sudafrica è determinato a ripristinare l'integrità delle sue istituzioni pubbliche e rilanciare l'economia.

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