Martedì, 21 Agosto, 2018

Nella Bibbia 3.0 migliaia di foto hot: sgominata la chat pedopornografica

Salerno, scoperta la “Bibbia” dei pedofili: 50 indagati Scoperta la “Bibbia” della pedopornografia, 33 indagati
Evangelisti Maggiorino | 10 Febbraio, 2018, 11:15

Ogni cartella ha, infatti, un titolo per agevolare la consultazione, quali "Bagasce con nome e cognome", "Bagasce senza nome", "Le lnstacagne", 'Non sapevo che fossi minorenne'.

Dei tre arrestati, due devono rispondere di detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico, uno di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti oltre al sequestro di centinaia di supporti informatici contenenti migliaia di files pedopornografici.

"La Bibbia 3.0", così era stato rinominato un archivio di migliaia di video/foto di pornografia minorile scoperto dalla polizia postale di Catania al termine di un'operazione al contrasto della pedopornografia online coordinata dalla Procura Distrettuale etnea.

In particolare, l'attività investigativa interamente svolta dalla sezione di Salerno della Polizia Postale, a seguito della segnalazione di un cittadino relativa alla presenza nel Deep Web di un archivio denominato la "Bibbia 3.0", contenente ingente materiale pedopornografico, è culminata nel rinvenimento, nella catalogazione dei file illeciti e nella individuazione di coloro che, nel tempo, avevano costituito, divulgato, implementato le cartelle informatiche. Sono ancora in corso le attivita' per l'identificazione delle minori.

Da tempo la polizia postale e delle comunicazioni era sulle tracce degli ideatori dell'archivio informatico denominato "La Bibbia", alimentato da immagini pedopornografiche acquisite, a volte, anche mediante sottrazione da social network.

Ad alimentare l'archivio ex fidanzati, tecnici riparatori che estrapolavano le immagini o video da telefoni e computer portati in assistenza.

Le condotte illecite contestate agli indagati non possono, però, semplicemente essere ricondotte alla sola creazione del più grande archivio pedopornografico e pornografico sul territorio nazionale - rinvenibile tanto nel deepweb tanto nel web in chiaro - ma anche nell'annientamento psicologico delle giovani vittime ritratte nelle foto e nei video. Il materiale informatico incriminato è stato sequestrato.

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