Mercoledì, 14 Novembre, 2018

Partigiani: a Macerata sabato 10 manifestazione antifascista antirazzista

Carlo Girolametti Carlo Girolametti
Evangelisti Maggiorino | 09 Febbraio, 2018, 16:04

Sotto la lente d'ingrandimento dell'imparzialità, invece, è possibile accorgersi della irraggiungibilità di una verità che sia categorica ed ineccepibile, perché le opinioni sono il prolungamento degli eventi, e quest'ultimi modificano forma e sostanza dei pareri stessi, che proprio a fronte di questa volubilità allontanano da un'oggettività inattaccabile. La rete "Realtà di movimento delle Marche", vicina ai centri sociali, ha confermato la manifestazione leggendo un comunicato, in piazza della Libertà, per contestare l'appello del sindaco.

Oltre a scuotere e sconvolgere, gli accadimenti di Macerata - il non chiarito decesso di una complicata diciottenne, e le inqualificabili smanie di megalomania di un uomo problematico e potenzialmente nocivo - sono soggetti a diverse interpretazioni, a seconda di quello che sia il punto di vista da dove li si inquadri. Mi auguro che anche le altre organizzazioni che hanno fatto richiesta di svolgimento manifestazioni accolgano la richiesta del sindaco.

Successivamente, i riflettori sono puntati sulle inevitabili responsabilità politico-amministrative, che sembrano quasi legittimare la giustizia privata, a scapito di quella ordinaria. "Nel prendere atto dell'appello, seppur tardivo, del Sindaco di Macerata affinché si fermino tutte le manifestazioni in città per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale, abbiamo assunto la decisione, non senza preoccupazione e inquietudine, di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio". Una polemica sulla quale oggi il segretario dem Matteo Renzi è intervenuto dalle pagine di Repubblica: "Quando accadono fatti così gravi - ragiona Renzi - il compito di un sindaco è quello di abbassare i toni, nessuno rinuncia alla piazza antifascista, ma se viene fatta a Roma anziché a Macerata, con il consenso dell'Anpi, non ci vedo nulla di male". Le scelte della CGIL sono state, purtroppo, condivise anche dai vertici di ANPI, LIBERA e ARCI. Si tratta di una evidente sospensione della democrazia nel nostro Paese, della brusca materializzazione di un fascismo che nelle strade si esprime con le pistole e nelle istituzioni con l'imposizione autoritaria del silenzio. Per di più, vietare la manifestazione prevista a Macerata per domani che comunque sarà partecipata comporterebbe con ogni probabilità tensioni e incidenti. Non basta esprimersi sui social.

Altra riflessione riguarda il diverso trattamento che si riserva ai nostri cittadini trentini/italiani a cui ITEA s.p.a. nel momento della fine del contratto di locazione richiede tutta una serie di azioni obbligatorie: ripristinare lo stato iniziale dell'appartamento, imbinacare e pulire lasciando l'unità abitativa in perfetta regola d'arte, come sarebbe giusto, se non vi fossero per contro i soliti "furbetti del mestiere" che se ne fregano delle regole in virtù del loro status.

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