Lunedi, 22 Luglio, 2019

Ciclismo, doping tra i dilettanti: arresti

Caso doping tra i dilettanti: il presidente del team Altopack “incoraggiava” gli atleti all'uso di sostanza proibite Ciclismo, doping tra i dilettanti: diversi arresti a Lucca
Evangelisti Maggiorino | 08 Febbraio, 2018, 12:38

Ritorna l'ombra del doping nel ciclismo: la Polizia di Lucca ha messo in atto una serie di arresti nei confronti dei dirigenti di una delle maggiori squadre dilettanti del ciclismo italiano.

Tra gli arrestati, oltre al proprietario del team e all'ex direttore sportivo, anche un farmacista, che riforniva la squadra di farmaci vietati dalla normativa sul doping, in assenza di prescrizione medica.

Secondo quanto si apprende, le indagini hanno preso il via in seguito alla morte di Linas Rumsas, 21enne promessa del ciclismo, deceduto improvvisamente lo scorso 2 maggio. L'inchiesta non riguarda però il decesso dell'atleta, come specificato su l'Ansa. Linas Rumsas era il figlio di Raimondas, ex ciclista lituano di fama internazionale.

Tra essi, un noto medico sportivo, a cui Frediani si è rivolto, in più occasioni, per delle consulenze sull'utilizzo di farmaci dopanti, anche al fine di eludere il controllo antidoping in occasione del campionato italiano dilettanti del 25 giugno scorso. La Nazione fa i nomi e i cognomi di alcuni protagonisti di questa vicenda, a cominciare da Luca Franceschi, il proprietario della squadra, che reclutava e poi induceva i giovani ciclisti a doparsi. Infine la frode sportiva è contestata alla maggior parte dei ciclisti che hanno gareggiato nella altopack Eppela nella stagione 2016-2017. Gli agenti della squadra mobile e dello Sco hanno eseguito diverse numerose perquisizioni in diverse province della Toscana che hanno coinvolto, tra gli altri, anche lo studio legale di un avvocato di Lucca.

Nel corso dell'indagine sono state sequestrate 25 fiale di Epo "Retacrit Epoetina", trovate nel frigo di casa di Viola.

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