Lunedi, 24 Settembre, 2018

Uranio. Commissione: "Inadeguate norme sicurezza militari, sconvolgenti criticità"

Uranio nesso causale con patologie militari Immagine d'archivio
Evangelisti Maggiorino | 07 Febbraio, 2018, 23:39

I numeri sui decessi presentati dalla Commissione mettono i brividi: "Solo nell'ambito della Marina Militare 1.101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate".

Sono tre i casi specifici emersi nel corso dell'inchiesta: quello del militare Antonio Attianese (vittima di una grave patologia insorta a seguito della sua permanenza in Afghanistan), quello del tenente colonnello medico Ennio Lettieri (testimone, nella sua ultima missione in Kossovo, della presenza di una fornitura idrica altamente cancerogena) e infine quello del generale Carmelo Covato, che aveva affermato che "i militari italiani impiegati nei Balcani erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati, affermazioni che apparivano in contrasto con le risultanze dei lavori della Commissione e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dell'intera inchiesta". "È ora di ammettere che l'uranio impoverito causa tumori", ha concluso la quarta Commissione costituita per indagare sul complesso argomento relativo all'uso di uranio impoverito, nella sua relazione approvata con 10 voti a favore e due contrari. La Relazione cita infatti l'audizione di Giorgio Trenta, presidente dell'Associazione italiana di radioprotezione medica, che ha "riconosciuto la responsabilità dell'uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all'uranio".

Una denuncia: "E' arrivato il momento di dire che l'uranio impoverito fa ammalare e morire". L'omessa bonifica per ragioni di "convenienza" economica e il prosieguo delle esercitazioni sono scelte strategiche che stonano a fronte di un crescente e assordante allarme prodotto dalla penisola interdetta tra cittadini e istituzioni. "Se voi mi chiedete chi considero maggiormente responsabile, io dico la politica perchè la politica avrebbe dovuto impedire queste cose".

Lo Stato maggiore della Difesa "sottolinea inoltre che le Forze Armate tutelano la salute del proprio personale adottando tutte le cautele e controlli sanitari periodici previsti". Quanto all'uranio impoverito, "non abbiamo mai acquistato o impiegato munizionamento" contenente il metallo contestato e le centinaia di ispezioni fatte a poligoni, siti militari e aree addestrative hanno "hanno concordemente escluso presenza di uranio impoverito". Questa attenzione è dedicata non solo al personale ma pure all'ambiente in cui esso opera tanto in Italia quanto all'estero. "I vertici delle Forze Armate ad ogni livello, assolutamente consapevoli dei rischi insiti nella condizione militare, avvertono come prima responsabilità e dovere quello di preservare e difendere la salute del proprio personale in ogni circostanza". All'attacco frontale della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito replica con altrettanta durezza lo Stato Maggiore della Difesa: "accuse inaccettabili, noi tuteliamo la salute dei militari".

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