Giovedi, 24 Mag, 2018

Primo intervento di sostituzione retina artificiale

Retina artificiale a Milano primo impianto a non vedente Retina artificiale a Milano primo impianto a non vedente di Valentina Scotti, 6 febbraio 2018
Machelli Zaccheo | 06 Febbraio, 2018, 15:27

Quello del San Raffaele è stato un intervento delicatissimo che ha necessitato di ampie competenze in chirurgia vitroretinica e oftalmoplastica. La donna, dopo il trapianto, gode di ottima salute ed è già stata dimessa dall'ospedale. Ora attende l'accensione del microchip che stimolera' gradualmente la retina, consentendole di reimparare a vedere. E finalmente, questo nuovo modello di protesi sottoretinica (chiamato Alpha AMS), di fabbricazione tedesca, impiantato esclusivamente in due centri europei, è arrivato anche in Italia. "A seguito dell'intervento, ci aspettiamo nella nostra paziente una stimolazione retinica che gradualmente potrà portarla a reimparare a vedere", spiegano gli operatori sanitari. Il dispositivo, infatti, è stato studiato per coloro che hanno perso la vista in età adulta, a causa di gravi malattie genetiche della retina, tra cui la retinite pigmentosa (di cui, appunto, soffriva la donna appena operata). L'intervento italiano è stato eseguito per la prima volta il 20 gennaio 32018 al San Raffaele da un'équipe diretta dal dottor Marco Codenotti - responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica dell'IRCCS Ospedale San Raffaele - coadiuvato, per la parte extraoculare, dal dottor Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica dello stesso ospedale.

Per funzionare questo impianto agisce sui fotorecettori della retina, cioè le cellule specializzate (i coni e bastoncelli) deputate a tradurre la luce in segnali bioelettrici che arrivano al cervello attraverso il nervo ottico. Il microchip viene inserito al di sotto della retina naturale, in corrispondenza della macula, per stimolare e riattivare il circuito nervoso che collega l'occhio al cervello.

Il microchip impiantato ha la dimensione di 3 millimetri e 1.600 sensori. Ogni passo è fondamentale e delicato e la riuscita dell'intervento può essere compromessa da un momento all'altro. "L'aver visto il microchip posizionato correttamente è stato per me una grandissima emozione, un sogno realizzato".

Il microchip è stato inserito al di sotto della retina, mentre il circuito di collegamento che lo unisce all'amplificatore del segnale elettrico è stato posizionato dietro all'orecchio, nella regione retroauricolare, sotto la pelle. La paziente, 50 anni, era stata colpita in giovane età dalla retinite pigmentosa, patologia che, pian piano, aveva fatto diminuire la sua vista.

Afferma l'ingegnere Elena Bottinelli, amministratore delegato dell'Irccs Ospedale San Raffaele: "Questo intervento conferma la vocazione dell'Ospedale e di tutto il Gruppo ospedaliero San Donato di adottare sempre le soluzioni piu' innovative per i propri pazienti". E' il sistema di visione artificiale più all'avanguardia al mondo che consentirà alla paziente di recuperare una certa capacità visiva.

Straordinario intervento all'ospedale San Raffaele di Milano.

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