Sabato, 18 Agosto, 2018

Macerata, spara da un'auto contro stranieri: 6 feriti

Macerata, sparatoria in città: sette feriti. Il sindaco: Macerata, spari in diversi punti della città. Il sindaco: “Restate a casa”
Esposti Saturniano | 04 Febbraio, 2018, 17:29

L'uomo è sceso dall'auto, si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Il responsabile è stato individuato dai carabinieri e portato in caserma: si chiama Luca Traini, 28 anni, ha la testa rasata, è incensurato e originario delle Marche. A bordo dell'auto la pistola, una tuta mimetica, piume bianche. Spari anche in via dei Velini e via Spalato, zone tra l'altro toccate dalle indagini per il caso di Pamela Mastropietro.

Non è stata riscontrata alcuna correlazione tra il 28enne e Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa nei giorni scorso e per cui è stato convalidato il fermo di uno spacciatore nigeriano. Si e' poi girato verso la piazza, ha fatto il saluto fascista. Il sindaco di Macerata Romano Carancini aveva a caldo diffuso un appello ai cittadini attraverso i social: "Restate tutti in casa fino a nuova comunicazione".

L'attentato terroristico razzista di Macerata ha sconvolto l'intera città marchigiana, che nelle prime ore del mattino si è ritrovata bloccata e con un'ordinanza di cautel arivolta a tutti i cittadini.

Chi si aspettava una parziale assunzione di responsabilità rimarrà deluso: per Matteo Salvini, che ha parlato al Corriere della Sera dopo i fatti di Macerata, "la violenza è istigata dai delinquenti tifosi dell'immigrazione di massa, sono loro a seminare odio e paura".

Si era ipotizzato, infatto, che Traini avesse finanche una relazione con la vittima. Il gip di Macerata, Giovanni Manzoni, ha convalidato oggi l'arresto dello straniero - indagato per omicidio volontario, occultamento e vilipendio di cadavere - il quale stamani ha scelto di non rispondere alle domande degli inquirenti.

Nella sparatoria 6 persone sono rimaste ferite - 5 uomini e una donna - di cui è in uno in gravi condizioni. Abbiamo fermato il trasporto pubblico, abbiamo chiesto alle scuole di tenere i bambini all'interno fino a nuova comunicazione. Ovviamente si tratta di una cerchia ristretta di utenti, ma il solo fatto che qualcuno possa lodare o esprimere solidarietà nei confronti dell'autore della sparatoria, deve comunque fa riflettere.

Subito dopo gli spari, il ministro degli Interni, Marco Minniti, ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Paolo Gentiloni. I più duri contro Salvini, come si è detto, sono stati Grasso e Boldrini (LeU).

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