Lunedi, 21 Mag, 2018

Facebook: scatta il ban per tutte le pubblicità sulle criptovalute

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Esposti Saturniano | 01 Febbraio, 2018, 00:56

E specie alla luce della battaglia condotta sul fronte delle fake news, Facebook non può permettersi di veicolare questo genere di pubblicità e quindi di rendersi in qualche modo complice di attività poco serie. Ricordiamo che all'inizio di gennaio lo stesso Ceo, Mark Zuckerberg, aveva pubblicamente elogiato le monete matematiche in un post, considerandole uno degli strumenti - insieme alla crittografia - che permettono di "restituire potere nelle mani delle persone" togliendolo dai "sistemi centralizzati". Queste inserzioni non saranno vietate soltanto su Facebook ma anche su tutti gli altri prodotti di cui Facebook gestisce la pubblicità, tra cui Instagram e Audience Network che vende pubblicità su altre piattaforme. E si era ripromesso di studiare gli aspetti negativi e positivi di tali tecnologie. Per ora la messa al bando sembra generalizzata. "Diverse aziende che pubblicizzano ora ico e criptovalute non operano però in buona fede", mette in evidenza il responsabile della gestione del prodotto del colosso social media, Rob Leathern. Si sono rivolti a me perché un'amicizia in comune sapeva che sono un appassionato di questi temi, così mi sono chiesto: perché no?

La decisione di BitOasis, che si autodefinisce come società leader sul fronte degli scambi e dei portafogli digitali nell'area citata, è stata resa nota nella giornata di domenica ed ha portato la quotazione di Ripple a salire su quota $1,40. Chi acquista questi token spera che il progetto dell'azienda abbia successo e che la sua moneta acquisisca valore. Ma molte realtà si sono rivelate scam e hanno mandato in bancarotta gli ignari investitori. Non è la prima volta che l'autorità di vigilanza Usa si muove per fermare dubbie offerte iniziali di moneta.

Si tratta delle prime mosse prese dalla nuova unità cyber della Sec, nata a settembre per concentrarsi su comportamenti scorretti nel settore delle ICO e delle tecnologie blockchain (quelle basate su un registro distribuito come Bitcoin), oltre che su possibili attacchi informatici alle piattaforme di trading e sulle campagne di disinformazione online in campo finanziario.

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