Venerdì, 23 Febbraio, 2018

"Pulcini tritati vivi", la video denuncia choc

Pulcini triturati vivi ecco come nascono i polli da carne. Il video denuncia "Pulcini tritati vivi", la video denuncia choc
Esposti Saturniano | 31 Gennaio, 2018, 20:26

In questo incubatoio ne nascono fino a un milione a settimana.

Un video diffuso dalla ong ambientalista italiana "Essere Animali" sta facendo il giro del web, e ha creato scandalo anche fuori dai confini della vicina Penisola. L'associazione ha girato le immagini, grazie a una propria operatrice infiltratasi in una grande azienda tricolore, che sono davvero "choccanti" dato che mostrano particolari molto cruenti: in un passaggio, addirittura, si vede come gli addetti gettino letteralmente i pulcini appena nati su dei rulli industriali. La schiusa delle uova avviene in forni a temperatura controllata. "Il rumore è incessante, i rulli sono stracolmi al punto che i pulcini rischiano il soffocamento oppure cadono, finendo per morire schiacciati sul pavimento". I pulcini infortunati infatti, vengono gettati e #tritati vivi da un maceratore.

Durante il "processo" di selezione alcuni dei pulcini vengono "scartati" perché malati o "difettosi". Un procedura che rispetta quanto stabilito dalla normativa vigente. Tuttavia, secondo gli attivisti di Essere Animali, l'eliminazione dei pulcini avvenga in maniera tutt'altro che indolore, dal momento che spesso questi animali aspettano diverso tempo prima di essere uccisi. L'industria della carne racconta favole sul benessere degli animali ma la loro vita è invece un incubo. "Questi piccoli animali non sono con la loro mamma e mai la vedranno" dice la voice over, mentre i piccoli esemplari vengono "spalati" come oggetti in una catena di montaggio.

I ritmi aziendali non consentono però di curare questi animaletti che si sono infortunati, i quali vanno incontro ad un triste destino. "Quelli invece considerati idonei, quindi pronti a finire sulle nostre tavole, saranno trasportati negli allevamenti". Da qui, circa 40 giorni dopo, partiranno di nuovo per andare al macello.

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