Sabato, 18 Agosto, 2018

Cosa sta succedendo tra Turchia e curdi in Siria

Siria Erdogan annuncia l'attacco contro l'enclave curda di Afrin. Unità dell'Esercito libero siriano ribelli sostenuti dalla Turchia
Esposti Saturniano | 26 Gennaio, 2018, 06:47

È dunque arrivata la resa dei conti tra Turchia e curdi siriani, le cui unità di protezione popolare, le Ypg, sono accusate da Ankara di avere legami diretti con gli estremisti curdi del Pkk, da tempo nella lista delle organizzazioni terroristiche non solo di Ankara ma anche di altri Paesi. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU si è riunito ieri per discutere dell'escalation della violenza in Siria, un paese che dal 20011, è stato devastato da una complessa guerra che ha ucciso 340.000 persone e sfollato milioni di altre, senza mai arrivare ad una soluzione. Ad essi viene affidato il compito di rompere la tenuta delle milizie curde e di massacrare la popolazione curda.

Il principale ostacolo a una operazione che molti dicevano essere pianificata da mesi era stata però finora la mancanza del via libera russo. Togliere ai curdi del Pyd il cantone di Afrin significa infatti mettere definitivamente fine a ogni loro speranza di controllare l'intero nord della Siria lungo il confine turco-siriano e di avere un accesso al Mediterraneo. Attraverso quest'occupazione le truppe turche risultano collegate al complesso delle formazioni islamiste radicali che occupano l'area della città di Idlib, forniscono a queste sistematicamente armi e mezzi di sostentamento, possono trasportarne i feriti in Turchia, ecc. Si tratta di una mossa che potrebbe potenzialmente portare le forze turche allo scontro con quelle dei loro alleati della Nato. "Quando nel marzo del 2016 è stata proclamata la Federazione Democratica della Siria del nord, la Turchia si è ritrovata un'entità curda ai suoi confini gestita da quelli che sono i suoi nemici storici, cioè sostanzialmente dal Pkk e dalla sua ala siriana".

Il Pentagono e il dipartimento di stato, i ministeri della difesa e degli esteri che tendono sempre di più a definire la politica degli Stati Uniti mentre Donald Trump si dedica a Twitter, hanno deciso di appoggiarsi ai curdi per impedire a Bashar al Assad di riconquistare la totalità del territorio siriano. Usa, GB, Germania e Francia hanno fortemente criticato l'invasione turca.

La seconda è che la Russia abbia deciso di scaricare definitivamente i curdi, dando luce verde alla Turchia per eliminare definitivamente il problema cominciando dal nord-ovest, e scommettendo che gli Stati Uniti faranno lo stesso a nord-est, non volendo prendersi la responsabilità di rimanere gli unici alleati rimasti ai curdi in un contesto regionale diventato loro completamente ostile. Al momento si ha notizia di sette civili e tre combattenti curdi morti nei raid turchi. Tema: gli sviluppi in Medio Oriente. Di fatto, la Turchia ha preso di mira le stesse milizie sostenute dagli Stati Uniti nella guerra all'Isis. O, forse, più probabilmente, per favorire senza ulteriori danni collaterali l'attacco studiato dagli strateghi di Erdogan. Proprio questo gruppo, rivolgendosi ai turchi e ai ribelli siriani, ha lanciato pesanti minacce.

Insomma l'attuale canagliaio mondiale grande e piccolo ha mostrato per l'ennesima volta di essere, non la soluzione del disastro mediorientale, ma uno dei suoi fondamentali attori. A Masikryong, località sciistica nordcoreana, sono previsti alcuni eventi e allenamenti collegati alle prossime Olimpiadi anche se la BBC si pone alcuni dubbi su cosa e chi foraggi i rifornimenti necessari al funzionamento dell'intera stazione sciistica, visto che la Corea è sotto embargo da praticamente tutto il mondo.

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