Sabato, 20 Luglio, 2019

Rapporto Oxfam: sempre più divario tra paperoni e poverissimi

All’1% di ricchi l’82% dei soldi dell’intero mondo "L'1% possiede come il 99%"
Esposti Saturniano | 22 Gennaio, 2018, 18:24

La Byanyima sottolinea che "Oxfam parla con le donne di tutto il mondo, nel quale le ineguaglianze rovinano l'esistenza".

L'82% dell'incremento di ricchezza globale registrato l'anno scorso è finito nelle casseforti dell'1% più ricca della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%. Negli Stati Uniti, invece, un amministratore delegato può guadagnare in un giorno quello che un lavoratore percepisce in un anno.

Al momento se ne contano 2.043, di cui 9 su 10 sono uomini.

Misure che avrebbero un fortissimo sostegno tra l'opinione pubblica, almeno tra le 70.000 persone di 10 Paesi interrogate dal sondaggio di Oxfam: i due terzi pensano che sia urgente ridurre il baratro tra ricchi e poveri. Oxfam fa l'esempio del Vietnam, dove portare a un livello decente i salari dei lavoratori dell'industria tessile costerebbe 2,2 miliardi di dollari all'anno, equivalenti a un terzo delle somme versate ai loro azionisti dalle 5 più grandi firme della moda nel 2016. Le disuguaglianze tra ricchi e poveri restano enormi e, anzi, si ampliano.

I dati sulle disuguaglianze sono racconti nel report Ricompensare il lavoro, non la ricchezza, elaborati sui dati Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India.

"Difficile trovare oggi un esponente del mondo politico o economico che non sia preoccupato per la disuguaglianza, ma ancora più difficile è trovarne uno che stia agendo concretamente per porvi rimedio". Le principali vittime di queste disuguaglianze sono le donne lavoratrici, che in tutto il mondo guadagnano meno degli uomini e in condizioni di scarse tutele e sicurezza.

Oxfam evidenzia che alla base delle crescenti diseguaglianze economiche e sociali ci sarebbero "la forsennata corsa alla riduzione del costo del lavoro che porta all'erosione delle retribuzioni, la colpevole negligenza verso i diritti dei lavoratori e la drastica limitazione del loro potere di contrattazione nel mercato globale, i processi di esternalizzazione lungo le filiere globali di produzione, la massimizzazione 'ad ogni costo' degli utili d'impresa a vantaggio di emolumenti e incentivi concessi ai top-manager e la forte influenza esercitata da portatori di interessi privati, capace di condizionare le politiche". "Delle impiegate negli alberghi in Canada e nella Repubblica Dominicana che tacciono sulle molestie sessuali di cui vengono fatte oggetto per timore di perdere il loro posto di lavoro". Nel periodo 2006-2015 il reddito dei lavoratori comuni è aumentato in media del 2% all'anno mentre la ricchezza dei miliardari ha goduto di un incremento annuo di quasi il 13%, cioè 6 volte di più. Secondo l'ong, infatti, "una maggiore progressività dei sistemi fiscali e misure di contrato all'evasione e all'elusione garantiscono una più equa distribuzione delle risorse in Italia". Nel 2016, ultimi dati disponibili, l'Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.

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