Martedì, 15 Ottobre, 2019

Pensioni, Inps: nel 2017 cresciute del 6,3%

Pensioni scuola 2018 Inps su pensionamento del Comparto Scuola Pensioni scuola 2018 Inps su pensionamento del Comparto Scuola
Esposti Saturniano | 18 Gennaio, 2018, 17:39

Pensioni più ricche nel 2017. Si tratta di un aumento del 7,1% rispetto al 2016, quando la media era 970 euro. La più bassa spetta invece ai subordinati, la cui pensione media è di 221 euro al mese.

Per le nuove pensioni di invalidità l'importo medio è pari a 756 euro (in calo dai 760 del 2016) mentre per la pensione ai superstiti l'assegno medio è di 662 euro. Complessivamente nel 2017 sono calate di 39,3%. C'è comunque grande differenza anche tra le gestioni con 1.993 euro medi per le pensioni anticipate (per le quali sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), in aumento rispetto ai 1.908 euro del 2016, e 687 euro medi per le pensioni di vecchiaia, in aumento rispetto ai 647 euro del 2016.

L'Inps evidenzia che le pensioni di vecchiaia sono state 155.592 (+24% sul 2016) mentre quelle anticipate sono state 140.193 (+16,4%) registrando un ritmo di crescita inferiore rispetto a quelle di vecchiaia.

Roma, 18 gen. (askanews) - Aumentano le nuove pensioni.

Aumentato del 6,2% il numero di pensioni liquidate nel 2017, passando dalle 486.076 del 2016 alle 516.706 dell'anno passato.

Pensione di anzianità. Fino al 31 dicembre 2011 coloro che avevano diritto alla pensione di anzianità dovevano raggiungere "una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi" specifica l'Inps. Tutto questo avviene perché, ricorda la circolare, la rivalutazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per il 2014 era stata fissato a partire dal 1 gennaio 2015 "nella misura definita pari a +0,2%, a fronte di una misura provvisoria dello 0,3%". Quindi la rivalutazione fu più alta. L'innalzamento è stato escluso per: insegnanti di asilo nido e scuola materna, infermieri e ostetriche con lavoro organizzato in turni, macchinisti, conduttori di gru, camion e mezzi pesanti, operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, facchini, badanti che assistono persone non autosufficienti, addetti alle pulizie, operatori ecologici e conciatori di pelli, braccianti, marittimi, pesatori e siderurgici. Nel 2027 invece, lo stop riguarderà 20.900 lavoratori per 166,2 milioni di euro. Un apposito 'fondo ape sociale', è stato istituito per coprire la misura.

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