Giovedi, 22 Febbraio, 2018

Papa Francesco colpito da oggetto volante in Cile: come sta il pontefice?

Dal mondo/Cile, bombe carta nelle chiese alla vigilia della visita del Papa In Cile contestazioni contro la visita del Papa
Evangelisti Maggiorino | 18 Gennaio, 2018, 16:07

E pare che non sia andato giù nemmeno il fatto che accanto a Papa Francesco, durante la Messa, ci fosse il vescovo di Osorno Juan Barros che è stato uno dei collaboratori più stretti del sacerdote Fernando Karadima, autore di abusi sessuali durante la sua permanenza nella chiesa del Sacro Cuore di El Bosque de Santiago. Da queste parole ha preso spunto il discorso del Papa: parole di gratitudine, "perché ci ricordi questo atteggiamento senza il quale ci disumanizziamo, perdiamo la coscienza di aver sbagliato e che ogni giorno siamo chiamati a ricominciare". Il suo viaggio pastorale in America Latina continua dunque senza sosta, nonostante lo spiacevole episodio che lo ha visto protagonista. "Sugli occhi dei piccoli si vedono i frutti devastanti della guerra". "Questa immagine - ha detto - l'ho trovata per caso ed è stata scattata nel 1945. Sono il ricordo vivo che la vita si costruisce guardando avanti e non indietro".

Il papa dell'ascolto e del dialogo: così si è presentato papa Francesco in Cile.

Se una parte degli Araucani cileni lo indica come l'erede di quella croce brandita 5 secoli fa dai Conquistadores insieme alla spada che recise i loro diritti di persone, oltre che di popoli originari, Francesco sceglie di rivolgersi a loro per primi.

Vaticano, il Papa nella Giornata mondiale del Migrante: "Il vero peccato è rinunciare all'incontro con l'altro" Galleria fotografica "L'incontro vero non si ferma all'accoglienza". Il risultato è una Chiesa mai così impopolare in Cile, e le proteste che hanno preceduto l'arrivo di Francesco nel Paese lo testimoniano.

La Chiesa ha bisogno di riguadagnare fiducia in un paese in cui le differenze sociali aumentano di anno in anno, con una classe ricca che si distanzia sempre più dalla povera. In serata, tornato a Santiago, il Pontefice incontra i giovani nel santuario di Maipú (alle 21.30 ora italiana) e più tardi (le 23 in Italia) visita la Pontificia Università Cattolica del Cile. Già da tempo 50 capi mapuche hanno avvisato delle proteste: "Nessuno ha chiesto il permesso al nostro popolo per celebrare la cerimonia religiosa su quello che rivendichiamo come nostro territorio". Dopo gli attacchi incendiari dei giorni scorsi a diverse chiese della capitale cilena Santiago, i dati appena pubblicati dall'istituto di ricerche Latinobarometro mostrano la forte sfiducia verso la Chiesa e il suo pastore. "Il problema non sta nel dar da mangiare al povero, vestire il denudato, assistere l'infermo, ma nel considerare che il povero, il denudato, il malato, il carcerato, il senzatetto hanno la dignità di sedersi alle nostre tavole, di sentirsi 'a casa tra noi, di sentirsi in famiglia".

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