Mercoledì, 15 Agosto, 2018

Fece scendere dal vagone un passeggero con biglietto non regolare, condannato capotreno

Belluno, fa scendere il passeggero con biglietto irregolare: capotreno condannato Andrea Favaretto fa scendere il passeggero senza biglietto: il controllore condannato per violenza privata
Evangelisti Maggiorino | 18 Gennaio, 2018, 14:58

Ieri la sentenza, che ha lasciato di stucco il capotreno Andrea Favaretto: 20 giorni di reclusione, più le spese.

Un capotreno di 51 anni è stato condannato per violenza privata e abuso d'ufficio perché fece scendere un viaggiatore che non aveva esibito il biglietto. Gli avvocati Jenny Fioraso e Giorgio Azzalini attendono ora le motivazioni della sentenza per presentare appello. Un gesto che, però, gli è costata l'accusa di violenza privata. E hanno riferito che il loro assistito è "stupito e addolorato per la condanna che ritiene ingiusta". Stando alla ricostruzione dei legali del controllore, il nigeriano solo dopo essere stato fatto scendere dal secondo convoglio avrebbe obliterato il biglietto, cercando di far risultare che fosse stato convalidato prima della partenza.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha twittato la notizia commentando "ma vi sembra normale?".

Dopo la condanna, il governatore del Veneto Luca Zaia esprime oggi "piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, costretti a fronteggiare sempre più difficoltà per il solo fatto di compiere il loro dovere". La vicenda risale al 12 novembre 2014 e è avvenuta alla stazione bellunese di Santa Giustina. Favaretto, che era stato avvertito da un collega del passeggero con biglietto irregolare, insiste, ma nulla. Favaretto si avvicina allo straniero e gli chiede il biglietto.

Come da regolamento, il ferroviere, quando il treno si ferma in stazione fa scendere il passeggero e gli prende le valigie e gliele appoggia sul binario. Per risolvere la questione e risalire sul convoglio il migrante corre subito verso la macchinetta obliteratrice, ma il capotreno lo minaccia: "Se sali, ti denuncio". Ed è qui che scatta il reato contestato, stando a quanto riportato da "la tribuna di Treviso". Inoltre richiede la trasmissione degli atti al pubblico ministero per valutare la possibilità di procedere anche per abuso d'ufficio. L'avvocato difensore puntava invece all'assoluzione poiché il fatto non sussiste.

Il controllore a sua volta aveva presentato una denuncia sostenendo di essere stato anche picchiato e colpito alle gambe.

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