Lunedi, 21 Mag, 2018

Gentiloni: 'Non e' tempo di cicale ma di competenza'

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni +CLICCA PER INGRANDIRE
Evangelisti Maggiorino | 18 Gennaio, 2018, 14:57

"Non e' il tempo di scardinare i pilastri del nostro sistema, da quello pensionistico a quello fiscale, non e' il tempo delle cicale ma e' il tempo della competenza e dell'investimento sul futuro".

Quanto al rischio di "instabilità politica" dopo il voto Gentiloni ha aggiunto: "Io sono fiducioso, l'Italia nonostante il cambio dei governi è uno dei paesi più affidabili".

E sempre riguardo gli equilibri economici del Paese, il presidente del Consiglio uscente ribadisce che i conti pubblici "sono non in ordine, ma molto in ordine" e che la crescita è tornata ed è "stabile" e "dobbiamo partire dalla consapevolezza che questi risultati che sono costati sacrifici" alle famiglie e alle imprese "non possono essere dilapidati, disperderli o dilapidarli sarebbe assolutamente irresponsabile". Poi un accenno alle elezioni imminenti e al quadro politico che potrebbe uscirne: "Quando si parla della prossima legislatura guai a dimenticare uno degli obiettivi più importanti: passare da una fase di stabilizzazione del debito pubblico e di sua leggerissima flessione a una fase significativa di riduzione. Deve essere uno degli obiettivi del nostro paese". Ora "è il momento di investire in Italia e nel Mezzogiorno" perché "non ci sono mai state negli ultimi anni condizioni più favorevoli".

EUROPA. Gentiloni vede un ruolo da protagonista per l'Italia in Europa nel prossimo futuro: "Sono certo che saremo impegnati più che mai nei prossimi anni a promuovere il modello di Europa che abbiamo in mente: di una società aperta, di un'economia sociale di mercato, dei diritti civili, del dialogo per la pace, della capacità di accogliere e al tempo stesso di gestire i flussi migratori, della libertà". Dobbiamo lavorare - sottolinea il premier - sui livelli salariali che non sono cresciuti abbastanza.

Servono, quindi, "coraggio e fiducia e qualità del capitale umano". Alla frequenza dei cambi di governo non ha corrisposto un andamento altalenante delle scelte in politica estera ed economica a danno degli investitori. Il che non vuol dire che non ci siano problemi ma è un Paese che merita fiducia, ha sottolinato poi il premier.

"Siamo usciti dalla più grande crisi dal dopoguerra, ma abbiamo di fronte una parte di Italia che corre e una parte in difficoltà".

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