Martedì, 24 Aprile, 2018

Trump, l'ira dei Paesi africani: "Razzista e oltraggioso, si scusi"

paesi di merda, Trump Donald Trump shock: “No a migranti da Paesi 'cesso'”
Evangelisti Maggiorino | 14 Gennaio, 2018, 07:26

"Come altri paesi che hanno un sistema dell'immigrazione basato sul merito, il presidente si batte per una soluzione permanente che rafforzi il paese dando il benvenuto a coloro che possono contribuire alla nostra società e far crescere la nostra economia". E' stata una doccia fredda per i presenti. La Casa Bianca per il momento non commenta. Trump si e' anche spinto oltre: "Gli Stati Uniti dovrebbero invece attirare più immigrati da paesi come la Norvegia". Ha agito sotto un impulso primitivo di denigrazione delle nazioni più povere e con grandi numeri di popolazione non bianca a conferma delle sua lunga storia di razzismo e xenofobia. Pur ammettendo di aver usato "un linguaggio duro", Trump ha negato di aver mai usato l'espressione "shithole countries". Lo scorso giugno avrebbe infatti detto che i 15.000 haitiani arrivati negli Stati Uniti nel 2017 "hanno tutti l'Aids".

Bill Canny, direttore esecutivo del servizio per migranti e rifugiati della Conferenza episcopale, ha dichiarato all'agenzia stampa Cna che i commenti del presidente vanno contro quanto papa Francesco chiede di vivere ai cattolici nei riguardi dei migranti. Il presidnte ha rinunciato alla visita in Gran Bretagna per inaugurare la nuova ambasciata americana. Al suo posto, si era organizzata una breve, meno formale "visita di lavoro", ricorda ancora il 'Guardian', fissata per il prossimo mese e durante la quale il presidente avrebbe tagliato il nastro per l'inaugurazione della nuova sede diplomatica a Nine Elms e avrebbe avuto colloqui con Theresa May. "Volevano che io tagliassi il nastro-NO!". E poi ha osservato: "Forse, solo forse, il fatto che Sadiq Khan, Jeremy Corbyn e il Partito Laburista pianificavano proteste di massa".

Insomma, Trump è un razzista che preferisce migranti bianchi a quelli di colore, come dimostrò anche annunciando la sua discesa in campo con l'affermazione che i messicani che sceglievano di trasferirsi in Usa erano tutti stupratori.

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