Martedì, 24 Aprile, 2018

Raciti: giudice, semilibertà per Micale

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Evangelisti Maggiorino | 13 Gennaio, 2018, 19:38

A volte però ci si chiede il motivo per cui certe condanne si risolvano in stati di semilibertà o addirittura libertà controllata.

Dopo la concessione della semilibertà a Daniele Micale, uno dei due ultrà del Catania ritenuti responsabili della morte dell'ispettore Filippo Raciti;Marisa Grasso, vedova del poliziotto, si è espressa con amarezza. Era importante per me, la famiglia e per tutti i poliziotti che rischiano la vita, come ha fatto mio marito. Adesso Speziale è detenuto a Palermo, nell'istituto penitenziario di Pagliarelli. Quest'ultimo rimane in carcere.

Esce la mattina per andare a lavorare e torna in carcere la sera, saranno così, per i prossimi quattro anni, le giornate di Daniele Natale Micale, colpevole dell'omicidio dell'ispettore capo di Polizia Filippo Raciti.

Micale - ricostruisce Il Mattino - nel novembre del 2012, è stato condannato definitivamente a 11 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Ha gia' scontato oltre meta' della condanna in carcere a Catania, ed ha un residuo pena di meno di 4 anni. Il tribunale ha ritenuto di concedergli la semilibertà nell'ottica "del graduale reinserimento sociale" al fine di consentire a Micale di "svolgere attività lavorativa come dipendente" di un supermercato.

Approvando la tesi degli avvocati De Luca e Bonaccorsi, legali di Micale, il Tribunale ritiene sussistano i presupposti per la concessione del beneficio.

Inoltre, sottolineano i giudici, non ha precedenti né carichi pendenti e "le neutre informazioni di Ps fanno ritenere che non sussistano attuali collegamenti con la criminalità organizzata".

Il provvedimento poco prima dello scorso Natale.

Resta ancora in carcere, invece, Antonino Speziale, condannato a 8 anni per lo stesso reato e che all'epoca dei fatti era minorenne.

La sentenza ha anche stabilito che si sia trattato di un omicidio preterintenzionale, e cioè che Speziale sia andato oltre le sue intenzioni, utilizzando un sottolavello per colpire l'ispettore provocandogli lo spappolamento del fegato. Micale ora è in semilibertà, il familiare non c'è più.

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