Venerdì, 14 Dicembre, 2018

Bersani apre alle intese: "Proviamoci in Lazio e Lombardia"

Elezioni Pd-Grasso ultimi appelli per intesa a Regionali Grasso, valuteremo sostegno a Zingaretti
Evangelisti Maggiorino | 13 Gennaio, 2018, 05:41

"Siamo dalla parte giusta quando fuori da questa sala diremo che LeU presenta la sua proposta per le elezioni regionali", ha affermato Laforgia. Ci mettiamo la faccia. "Abbiamo le carte in regola per parlare alla Lombardia e al Paese". L'incontro, trapela dallo staff del presidente, "potrebbe avvenire anche oggi stesso". "È solo quello che io penso". A tal proposito, il presidente del Senato dopo quasi tre ore di assemblea ha detto: "Ho ricevuto un mandato preciso su temi precisi, se Zingaretti accetterà questi temi saranno i temi di Liberi e Uguali: chi accetta questi punti noi lo appoggiamo". Le scelte compiute dal Pd hanno rappresentato un ostacolo insormontabile. C'è il grosso di Mdp che farebbe l'alleanza col Pd, a partire da Enrico Rossi.

Ma è il "niet" a Gori che alza la tensione a sinistra. Ma c'è un dato politico in questa Regione: il centrosinistra unito perde da 23 anni. Gori è un amministratore capace, un professionista attento, una persona di valore. "Gli elettori del centrosinistra li compattiamo tutti - ha detto -". Non possiamo prescindere da questa. Veniamo da una lunga stagione di sconfitte elettoral.

Già ieri sera con un post su facebook Francesco Laforgia aveva respinto la possibilità di accettare "candidati preconfezionati". A guidare la lista lombarda sarà dunque Onorio Rosati.

Gori: "LeU da soli?".

Alla fine, quando si consumerà il rituale degli appelli dei padri nobili, dei giochi tattici (meno nobili) perché, si sa, ognuno tende a lasciare il cerino nella mani dell'altro, e delle successive recriminazioni, alla fine, dicevamo, accadrà, con molta probabilità, questo: la sinistra di Liberi e Uguali sosterrà la candidatura di Nicola Zingaretti nel Lazio, mentre in Lombardia non sosterrà quella di Giorgio Gori. "Recuperare non è semplice, non pensiamo che ci aiuti troppo il fatto che ci sia Fontana e non Maroni". Sono convinto che il patto con gli elettori si costruisca lì, con la conoscenza delle loro necessità e nel farsi conoscere anche eprsonalmente.

Insomma, questa vicenda della "macchia di leopardo" racconta di un rapporto ancora tutto irrisolto tra Pd e Liberi e Uguali, ennesimo strascico di una "scissione", ancora non consumata ed elaborata fino in fondo, ma non solo da chi dal Pd se ne è andato.

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