Venerdì, 22 Giugno, 2018

Cile: minacce a Papa Francesco e chiese attaccate con bombe

Dal mondo  Cile bombe carta nelle chiese alla vigilia della visita del Papa Attentati nelle chiese in Cile/ Papa Francesco, minacce prima del suo arrivo: Parolin, “viaggio non semplice”
Esposti Saturniano | 13 Gennaio, 2018, 02:38

In merito alla contaminazione di Pfoa nel sangue dei lavoratori Solvay e dei cittadini, stante la cortina di silenzio che cerca di avvolgere la denuncia della Sezione alessandrina di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, mi rivolgerò anch'io a Papa Francesco.

Il governo ha annunciato che farà causa a tutti i responsabili degli attacchi. È fermissima la condanna alle violenze dettata dalla presidente cilena Michelle Bachelet, tra i principali obiettivi dei manifestanti che protestano contro il potere statale: "Quanto accaduto è molto strano perché non è qualcosa che si può attribuire a un gruppo specifico". Proteste violente. Lanciano bottiglie incendiarie o panni imbevuti di benzina per appiccare il fuoco. Agiscono nella notte e in questo caso hanno preso di mira chiese piccole e povere, frequentate da gente povera. "Questa associazione costante - evidenzia - ha generato molte confusioni e deplorevoli distorsioni della sua figura e delle sue parole che arrivano fino all'offesa e alla diffamazione". Mezz'ora dopo, un nuovo messaggio ha informato che i manifestanti sono ora detenuti in un ufficio dei carabinieri cileni nel quartiere di Providencia: il loro slogan, "i soldi del fisco se li porta via Francisco". Il commento giunto dall'arcidiocesi di Santiago prova a non fomentare ancora più polemiche di quanto già avvenuto finora: "Ci addolorano profondamente questi fatti, che contraddicono lo spirito di pace che anima la visita del Papa al Paese. Con umiltà e serenità chiediamo a quanti hanno realizzato questi atti - che sappiamo non rappresentare assolutamente il sentimento della grandissima maggioranza della popolazione - di riflettere sulla necessità che esistano rispetto e tolleranza tra tutti, per costruire una patria di fratelli".

Il vescovo Santiago Olivera ha affermato che il Papa "è una ricchezza, e noi argentini dovremmo renderci conto che è un riferimento mondiale e un leader nel senso più profondo". "Ha una vita evangelica indiscutibile, ed è preoccupato per tutti, non solo per l'Argentina", ha aggiunto. "Il suo contributo alla realtà del nostro Paese deve essere trovato nel suo insegnamento abbondante e nei suoi atteggiamenti di pastore, non in interpretazioni tendenziose e parziali che non fanno che allargare la divisione tra gli argentini".

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