Domenica, 16 Dicembre, 2018

Prende figlia con auto blu, consigliera M5S si autosospende

Banche, Di Maio: Renzi ha disonorato le istituzioni Consigliera del M5S utilizza auto blu per prendere la figlia a scuola. Di Maio: “Fatto gravissimo”
Evangelisti Maggiorino | 13 Gennaio, 2018, 00:29

A denunciarla i suoi colleghi di movimento, che hanno preso la palla al balzo, quando l'autista che ha dato il passaggio alla grillina, "insospettito dal viaggio, visibilmente di natura non istituzionale, il conducente ha messo nero su bianco il servizio che ha svolto quel giorno e su autorizzazione di chi: 'Il giorno 7/11/2017, a seguito della disposizione del coordinatore, trasportavo la consigliera Montalbano in via...'. Il servizio si concludeva alle ore 16.45". Il primo è che la consigliera ha utilizzato l'auto di servizio per una urgenza che riguardava sua figlia: "Il martedì io presiedo la commissione". Mi ha detto di sì. Si scusa - "è sbagliato utilizzare un'auto blu per scopi personali, qualunque essi siano?" Questione su cui però la consigliera non ha nulla da dire: le ricevute e i rimborsi sono stati autorizzati dal gruppo M5s stesso e dai tecnici del Comune. "Rimetto ogni decisione definitiva nelle mani del Movimento 5 Stelle, consapevole di voler continuare a svolgere il mio ruolo di consigliera in questa città e per questa Città al fianco delle persone in difficoltà e per dare sempre una voce agli ultimi, coloro che spesso vivono difficoltà senza avere gli strumenti adatti per poterle affrontare".

Come già accaduto in passato il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle ha deciso di destinare una parte del proprio emolumento a favore dei cittadini. "Ti auguro buona giornata", ha scritto un amico social della consigliera Renato Miritello. E sul piano politico aggiunge: "Vogliono cacciarmi, mi caccino. Io non mi dimetto".

La Montalbano, infatti, avrebbe usato l'auto, pagata dai cittadini torinesi, per andare a prendere la figlia, quindi a scopo privato.

Ora, invece, sarà più complicato per la consigliera pentastellata giustificarsi.

Nella serata di giovedì, il senatore del Pd Stefano Esposito, sempre in un post su Facebook, se da un lato aveva smorzato i toni, giudicando l'episodio "nulla di scandaloso", dall'altro aveva invitato i compagni di partito a "non grillinizzarsi".

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