Martedì, 17 Luglio, 2018

Catania, sequestrati beni per un valore di 41 milioni di euro

LE MANI DEL CLAN CAPPELLO SUI SUPERMARKET Mafia: sigilli a catena di supermarket a Catania, sequestro da oltre 40 milioni
Evangelisti Maggiorino | 11 Gennaio, 2018, 21:39

Il sequestro scaturisce da una dettagliata proposta avanzata dal Questore di Catania, in accordo con la Procura della Repubblica, al Tribunale per l'applicazione nei confronti di Guglielmino di una misura di prevenzione personale e patrimoniale ed è il frutto di un articolato disposto investigativo, condotto da un gruppo di lavoro integrato tra il personale della Divisione Polizia anticrimine e quello della Squadra Mobile di Catania, con il coordinamento del Servizio Centrale Anticrimine.

I sigilli sono stati apposti a immobili e imprese attive nella grande distribuzione.

Secondo gli inquirenti si tratta di beni acquisiti illecitamente da Michele Guglielmino, già condannato per traffico di stupefacenti e vicino al clan mafioso "Cappello".

In particolare, nel mirino dei giudici sono finiti 13 supermercati a marchio G.M. dislocati a Catania e provincia; un distributore di carburanti; terreni edificabili, ville, automobili, conti correnti e rapporti bancari - questi ultimi per un valore di 250.000 euro -, tutti ritenuti di provenienza illecita. A suo carico è stata anche richiesta l'applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale.

Il personale della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine della Questura di Catania, dando esecuzione al provvedimento, hanno sottoposto a sequestro l'intero patrimonio aziendale di una catena di supermercati a marchio Gm, 13 esercizi in tutto, presenti nell'area urbana di Catania e nella provincia etnea e facenti capo a Giuseppe Guglielmino. "Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all'interno delle quali anche i supermercati rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale non è sempre facile risalire ai veri proprietari ed all'origine dei capitali" conclude la Coldiretti.

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