Sabato, 22 Settembre, 2018

Roma. Ignazio Marino condannato a due anni di carcere

Caso scontrini, Ignazio Marino condannato in appello a due anni Ignazio Marino condannato per gli scontrini/ Roma, 2 anni in Appello: l'ex sindaco, “sentenza incomprensibile”
Esposti Saturniano | 11 Gennaio, 2018, 21:21

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino è stato condannato a due anni di reclusione per peculato per la vicenda degli scontrini.

Era stato assolto in primo grado ma in Appello i giudici lo hanno condannato a due anni: stiamo ovviamente parlando di Ignazio Marino, medico chirurgo ed ex sindaco di Roma prima delle dimissioni e del nuovo corso al Campidoglio a marca Raggi. L'allora primo cittadino avrebbe pagato delle cene, per un totale di tredicimila euro, con la carta di credito del Campidoglio ad amici e parenti.

Alla fine il commento di Ignazio Marino arriva, dopo qualche ora dalla condanna in Appello, ed è profondamente critico verso la decisione della Corte di Roma: "a Corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attività di rappresentanza del Sindaco della Città Eterna". In primo grado era stato assolto. La Procura dice come "26 delle 54 cene avvennero in giorni festivi o prefestivi, questa circostanza porta a considerare che si trattò di incontri avvenuti in tempi liberi da impegni istituzionali".

Più precisamente, gli inquirenti ritengono che l'ex sindaco avrebbe utilizzato la carta in dotazione per "acquistare servizi di ristorazione nell'interesse suo, dei suoi congiunti e di altre persone non identificate", quindi di aver speso una somma di circa 12mila euro in cene private (56 per l'esattezza) spacciandole per cene istituzionali.

Accompagnato dai suoi legali, Marino non ha risposto ai cronisti che gli chiedevano una dichiarazione, lasciando gli uffici del tribunale capitolino scuro in volto. E ha poi ricordato l'esiguità della cifra in discussione spese per le cene a fronte dell'attività del sindaco della Capitale d'Italia. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio.

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