Lunedi, 12 Novembre, 2018

Quella mazzata tutta italiana sulle sigarette elettroniche

Stretta fiscale sulle sigarette elettroniche, parte la caccia a liquidi e nicotina (prima degli aumenti) Cosa cambia con le sigarette elettroniche
Machelli Zaccheo | 10 Gennaio, 2018, 15:24

In queste poche parole del deputato Dem, Sergio Boccadutri, è descritta la rivoluzione - o involuzione - che si è abbattuta sui fumatori di e-cig italiani. Un settore che dà lavoro a circa 30mila persone, che interessa oltre 3mila operatori e che vale circa 300 milioni di euro all'anno.

Calcolatrice alla mano, ogni fumatore con il nuovo anno dovrà pagare 7,50 euro per la stessa boccetta che fino al 31 dicembre costava 2,50 euro. Anche per comprare una boccetta di glicerina e aromi la cui vaporizzazione crea solo vapore acqueo (si tassa l'aria, in pratica). "È vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato", recita il testo. Unica nota positiva: i negozi specializzati potranno continuare a vendere i liquidi purché previa autorizzazione del Monopolio. Cerchiamo di capirci di più e di analizzare quali sono i motivi alla base delle nuove norme. Le associazioni di categoria avevano anche presentato un ricorso al Tar, il quale aveva concesso una sospensiva sui versamenti allo Stato. Con l'arrivo di gennaio, infatti, le sigarette elettroniche e i prodotti collegati rientreranno tra i Monopoli di Stato proprio come il tabacco tradizionale per riuscire, in questo modo, a riparare alle mancate entrate da parte di chi, abbandonando la sigaretta, ha abbandonato anche le tasse ad esse legate. E fin qui si potrebbe anche essere d'accordo. Tuttavia, per le associazioni di settore, si tratta di calcoli inutili, visto che con questa imposizione fiscale molti loro clienti smetteranno di acquistare e torneranno alle sigarette tradizionali, gravando sul Sistema Sanitario Nazionale. Glicerolo che, è bene sottolinearlo, viene venduto in farmacia ed erboristeria e che viene usato per tantissime preparazioni alimentari e/o cosmetiche.

Se in Italia si fa la guerra alla sigaretta elettronica, in altri Paesi la tendenza è opposta. Linda Bauld, professore di politica sanitaria presso l'Università di Stirling e vicedirettore del Centro britannico per gli studi sul tabacco e l'alcol ha scritto sul Guardian: "Le sigarette elettroniche sono meno dannose del fumo perché non contengono tabacco".

Ma al tempo stesso non si può fare a meno di notare che le nuove regole sulle vendite di e-cig rischiano di danneggiare quei fumatori che hanno deciso di passare alle sigarette elettroniche e adesso si trovano ad affrontare nuove spese. "Sebbene non penso che disponiamo di informazioni sufficienti sui potenziali effetti a lungo termine del vaping per quantificare il rischio rispetto al fumo di sigarette".

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