Martedì, 16 Gennaio, 2018

Ingv - UniPg: magma sotto l'Appennino del Sud, possibili forti terremoti

Cronaca nazionale                  Scoperto Magma sotto l'Appennino meridionale si rischiano forti terremoti Cronaca nazionale Scoperto Magma sotto l'Appennino meridionale si rischiano forti terremoti
Evangelisti Maggiorino | 09 Gennaio, 2018, 19:10

È una notizia di quelle poco rassicuranti quella che emerge dalla scoperta pubblicata sulla rivista Science Advances, e che è stata condotta dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del dipartimento di Fisica e geologia dell'università di Perugia. La presenza del magma è stata accertata grazie ai terremoti e gli acquiferi nell'area del Sannio-Matese.

Una sorgente di magma in profondità sotto l'Appennino meridionale, nell'area del Sannio-Maltese, che può generare terremoti di "magnitudo significativa" e più profondi rispetto a quelli che si sono finora registrati nella zona. Gli esperti [VIDEO] hanno valutato la struttura e la sismicità delle catene montuose monitorando la risalita di gas e magmi. L'anomalia era legata sia alla profondità, maggiore rispetto a quella dei terremoti tipici dell'area e compresa fra 10 e 15 chilometri, sia alle forme d'onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche.

"Le catene montuose sono generalmente caratterizzate da terremoti riconducibili all'attivazione di faglieche si muovono in risposta a sforzi tettonici - spiega Francesca Di Luccio, geofisico INGV e coordinatore, con Guido Ventura, del gruppo di ricerca - tuttavia, studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel dicembre 2013-2014 nell'area del Sannio-Matese con magnitudo massima 5, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 km di profondità".

I dati raccolti dagli scienziati hanno, inoltre, evidenziato che i gas rilasciati da questa intrusione di magma sono prevalentemente costituiti da anidride carbonica. Questo significa però che non solo probabili e forti terremoti potrebbero essere causati da questa sorgente di magma, ma anche in futuro una possibile nuova nascita di un vulcano al centro-sud sarebbe da non escludere.

Il geochimico Giovanni Chiodini ha precisato che si potrebbe sviluppare una struttura vulcanica se il processo di accumulo dovesse continuare nel tempo. Quanto scoperto, spiega Ventura, "apre nuove strade alla identificazione delle zone di risalita del magma nelle catene montuose e mette in evidenza come tali intrusioni possano generare terremoti con magnitudo significativa".

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