Domenica, 23 Settembre, 2018

Antonio Cassano: "Ho sofferto la fame vera"

Cassano “L’addio al Real Madrid? Un errore. Potevo fare la storia” Antonio Cassano/ "Ho sofferto la fame fino a 17 anni. Real? Ho sbagliato tanto"
Cacciopini Corbiniano | 09 Gennaio, 2018, 10:44

Il 35enne, ormai ritiratosi dal calcio giocato, ha rilasciato una scoppiettante intervista all'emittente francese Canal Plus in cui ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera. Dovevo sostituire Figo e Owen, due palloni d'oro, il che significava che ero un grande giocatore anche se avevo 23 anni. La mia storia a Madrid era anche iniziata bene, lì ho avuto modo di conoscere due tra i migliori giocatori degli ultimi anni: Zidane e Ronaldo. Mia madre non lavorava, era casalinga, e guadagnavamo 3-4mila lire al giorno.

Uno dei grandi rimpianti di Cassano è l'esperienza al Real Madrid, soprattutto un episodio in particolare: "Ero nel club migliore della storia, avrei potuto restare a lungo e vincere molto, avrei potuto fare la storia del calcio. Mia madre ha fatto tanti sacrifici per me, allo stesso tempo non è mai andata a scuola e non è che parla molto bene l'italiano". E giocavo tutti i giorni in strada per guadagnare qualcosa.

Un giorno Capello mi ha sostituito e gli ho detto di tutto nel tunnel degli spogliatoi, l'ho insultato in italiano e in spagnolo, senza motivo. Giocavo per la strada, tra i vicoletti, e naturalmente c'erano le persone più grandi che mi sceglievano, io guardavo chi mi dava mille lire in più o in meno potevo farlo perché ero il più forte di tutti. Non avevo soldi, mai visti nella mia vita: dicevo "scegli me, ti faccio vincere" e ogni giorno giocavo in strada, per guadagnare qualcosina. Senza nessuna reale ragione. Il calcio è sempre stato la mia grande opportunità, allora 2 mila lire in più o in meno per me facevano una grande differenza. E dopo un anno di litigare con tutti, andai via.

Fantantonio ha anche aggiunto di aver commesso tanti errori nella sua carriera, di aver perso l'occasione di "fare la storia del calcio", di aver a volte agito troppo d'istinto, come quando "se un allenatore non mi faceva giocare io lo insultavo".

La partita della svolta è datata 18 dicembre 1999, quando il Bari di Fascetti vinse 2-1 contro l'Inter di Lippi, proprio grazie a una magia di Fantantonio: "Avevo 17 anni, era la partita che poteva cambiarmi la vita in tutti i sensi - racconta - Diventare ricco, famoso e bello".

Altre Notizie