Martedì, 25 Giugno, 2019

Gattuso fa 40,'soffro allenando,vorrei restare al Milan'

I suoi primi 40 anni Gattuso “Le sconfitte meglio delle vittorie mi davano energia” Gattuso fa 40 e guarda indietro: «Allegri pensava solo a sé, mi rivedo in Conte»
Cacciopini Corbiniano | 08 Gennaio, 2018, 19:20

"Da giocatore mi divertivo di più, allenare è un peso di responsabilità" prosegue il mister, "è riduttivo dire che voglio restare, ma so che in questo momento bisogna fare risultati". Più delle vittorie, Gattuso ricorda le sconfitte (leggi anche: GATTUSO: "RICORDO TUTTE LE SCONFITTE"), col Milan però in passato ha vinto sia grazie a Carlo Ancelotti che a Massimiliano Allegri: "Ancelotti per me non è stato solo un allenatore, ma un papà, un fratello ed un amico: ci siamo sempre appoggiati ed ancora oggi abbiamo un rapporto incredibile".

Sulla stretta attualità, invece: "Sto gestendo i giocatori in maniera da dare una chance a tutti, serve dargli minutaggio". L'importante è lavorare sul concetto di squadra, conoscere le proprie debolezze per migliorarsi. In panchina sento più responsabilità, soprattutto quando sono a San Siro e le cose non vanno bene. I primi 40 anni sono davvero volati: i prossimi saranno ugualmente emozionanti? Un regalo per il compleanno? "Mia moglie dice che sono un pazzo da rinchiudere" racconta in un'intervista all'Ansa. E a Sarri? "Mi piace tanto vedere come gioca il suo Sarri e, per come prepara la partita e vede il calcio, mi rivedo un po' in Conte anche se a me ovviamente manca ancora tanto per raggiungere certi livelli". A 30 anni non avevo nessuna voglia di fare l'allenatore, poi mi è scattata a 33-34, quando ho avuto il problema agli occhi. Tanti hanno i piedi buoni ma spesso non giochiamo da squadra. Si parte dai ricordi di quando era calciatore: "Ho tanti ricordi di questi 40 anni, ma voglio ricordare le sconfitte". Sono in una grandissima società. "Quando inizio a non sentirmi bene con me stesso mi spengo come un cerino".

Gattuso nel 2012 lasciò il Milan nonostante l'insistenza di Adriano Galliani ("Per un mese mi ha chiamato a mezzanotte, al telefono metteva la canzone Se mi lasci non vale") perché era "convinto fosse finita un'epoca: stava cambiando la mentalità, anche in allenamento".

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