Martedì, 19 Giugno, 2018

Sacchetti biodegradabili al supermercato: è giusto pagarli?

Sacchetti di plastica bio, dal 1° gennaio si pagano: costeranno fino a 12 euro a famiglia Sacchetti biodegradabili al supermercato: cos'è vero e cosa non lo è
Machelli Zaccheo | 06 Gennaio, 2018, 20:20

Un sondaggio condotto da Ipsos Public Affairs svela che sei italiani su dieci sono favorevoli all'utilizzo del materiale biodegradabile per le buste, ma uno su tre è contrario al pagamento.

Quindi per legge, tutti i sacchetti utilizzati per il trasporto di merci e prodotti sfusi o come imballaggio primario in gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria - anche quelli leggeri e ultraleggeri, con o senza manici - devono essere biodegradabili e compostabili secondo la norma Uni En 13432 (certificati da organismi accreditati), con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% (che dovrà diventare il 50% a partire dal 1 gennaio 2020 e il 60% dal 1 gennaio 2021). Richiamo che si è quasi sempre tradotto in opposizione strenua agli inceneritori, salvo poi far uscire dal collasso la Capitale, amministrata dal M5s, inviando la "monnezza" a un termovalorizzatore che sta a 450 chilometri.Una trave nell'occhio e non proprio biodegradabile. Anche in questo caso, pare di capire, possono essere ancora sacchetti inquinanti, come quelli ormai vietati in Italia. Cioè non ci saranno conseguenze sulla frequentazione dei supermercati nè si moltiplicheranno le richieste di acquistare e pesare singoli frutti e vegetali "nudi" privi di sacchetto. E ci avete scritro in tantissimi, con qualche critica ma anche con tanta ironia. Gli altri si renderanno conto che sarà molto più semplice pagare quei due centesimi. E quelli cremonesi non fanno eccezione: i social network in questi giorni si sono riempiti di lamentele e in particolare sono molti che hanno espresso le proprie rimostranze sul gruppo Non sei Cremonese se..., esortando la gente a boicottare questa nuova situazione, pesando la verdura e la frutta pezzo a pezzo senza insacchettarla oppure portandosi sacchetti da casa, o addirittura acquistando solo quella già confezionata. Secondo l'Osservatorio di Assobioplastiche oscillerà fra 4,17 e 12,51 euro il prezzo che ogni famiglia dovrà aggiungere nel 2018 alla spesa alimentare fatta in supermercati e ipermercati.

Le alternative, in ogni caso, ci sono perché alcuni supermercati stanno offrendo gratuitamente le buste di carta, anche queste riciclabili.

Da qui nasce una delle notizie non verificate che girano in rete.

È uno dei passaggi chiave della lettera che il deputato M5S, Stefano Vignaroli, vicepresidente della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sta inviando in queste ore ai ministeri competenti, Ambiente, Sviluppo economico e Salute, oltre che ai soggetti più rappresentativi della grande distribuzione. E la questione è seria: perché per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma, sono previste multe che andranno da 2.500 a 25.000 euro. "E quanto all'accusa che il Parlamento lo avrebbe fatto per un'azienda amica del PD vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti prodotti da materiale naturali e non da petrolio". In più la gente tendeva a portarne a casa una quantità spropositata rispetto all'uso, contribuendo ad aumentare l'inquinamento da plastica. Senza contare la deriva di polemica politica; c'è chi infatti vede dietro questa norma, un favore fatto ad aziende i cui vertici sarebbero legati a filo doppio al centrosinistra. Nessuna speranza anche per coloro che si ostinano ad applicare l'etichetta direttamente sul prodotto evitando così l'imbustamento.

'Fatta la legge, trovato l'inganno', recita un famoso detto.

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