Mercoledì, 26 Giugno, 2019

Spotify accusata di violazione di copyright: causa da 1,6 miliardi di dollari

Spotify nei guai – inizia male il 2018! Spotify accusata di violazione di copyright: causa da 1,6 miliardi di dollari
Acerboni Ferdinando | 06 Gennaio, 2018, 04:00

Pare che Spotify possa scegliere la formula del direct listing, scelta quantomeno discutibile per un colosso come l'azienda americana visto che si eviterebbero le spese di commissione per la quotazione ma si renderebbero necessari endorsement importanti al livello economico da parte di uno o più istituti bancari. Con una Dpo non ci sarebbe alcun road show, non ci sarebbe l'emissione di nuovi titoli, nessuna banca di investimento verrebbe coinvolta e non ci sarebbero underwriter né periodi di lock-up.

Il giudice si deve ancora esprimere, ma non tutti gli attori erano soddisfatti della proposta. In musica il progresso passa spesso e volentieri attraverso le aule di tribunale. Dall'altra parte della barricata a lanciare le accuse è l'editore Wixen Music che detiene i diritti d'autore delle canzoni in questione. Nel maggio 2017 Spotify aveva patteggiato su una causa simile pagando 43 milioni di dollari di risarcimenti.

Lo scorso venerdì Wixen Music Publishing ha depositato un'azione legale nei confronti di Spotify, accusandola di sfruttare migliaia di brani musicali senza un'adeguata licenza e chiedendo pertanto un rimborso di 1,6 miliardi di dollari.

Problemi che attengono alla complessa gestione della filiera del diritto d'autore musicale nell'epoca dello streaming, con molti meno soldi a girare rispetto ai tempi d'oro andati e una distribuzione non sempre equa dei ricavi ad autori ed editori: vedi alla voce value gap. Tema caldissimo sul quale case discografiche, società di publishing, autori e artisti continuano a dibattere animatamente da qualche anno.

A luglio dell'anno scorso invece a inoltrare un'altra causa da ben 365 milioni di dollari, sono stati due editori di Nashville.

Insomma: sull'azienda di Stoccolma si è scatenata una specie di "caccia al bisonte" giuiziaria. Che, nel 2018, in ogni caso potrebbe cambiare, se consideriamo che il Congresso dovrebbe legiferare sul Music Modernization Act.

Il debutto a Wall Street potrebbe avvenire già nel primo trimestre del 2018.

Altre Notizie