Mercoledì, 08 Luglio, 2020

Elezioni, Tabacci "salva" la lista +Europa di Emma Bonino: "Gesto generoso"

20180105_102638_6F7178F7 Elezioni, Tabacci "salva" la lista +Europa di Emma Bonino: "Gesto generoso"
Evangelisti Maggiorino | 05 Gennaio, 2018, 10:44

La legge elettorale, infatti, prevede l'obbligo di raccolta delle firme solo per chi non abbia già un gruppo parlamentare nel Parlamento uscente e il raccordo tra +Europa e Cd permette quindi di presentare la lista senza dover trovare 25mila firme autenticate entro il 29 gennaio.

"Un'Europa che di fronte al riemergere di nazionalist riconosca nel federalismo la strada più efficace per promuovere la ricchezza delle città e delle comunità locali. Se non ci fosse stata la lista di Emma Bonino saremmo stati tutti più poveri", ha spiegato.

Con ogni probabilita' nel simbolo oltre alla scritta "+Europa con Emma Bonino" potrebbe esserci anche l'indicazione "Centro Democratico".

Alla fine sarà un piccolo partito cattolico a togliere le castagne dal fuoco ai laicissimi radicali di +Europa (e probabilmente anche a Renzi) sulla questione della raccolta delle firme per le elezioni del prossimo 4 marzo. "La legge - ha precisato Bonino - non parla di coalizione ma di apparentamenti tecnici che non necessitano di un programma politico comune".

La rottura è stata traumatica, ma il Partito Democratico non dispera di riannodare il filo del rapporto con Emma Bonino e +Europa. Definisce quello di Tabacci, un "gesto generoso e autonomo coerente con lo spirito europeista che ci connota" che consentirà alla lista "+Europa" "di essere presente alle elezioni politiche per offrire agli italiani un'opzione seria, diversa da tutte le altre, per la crescita civile, sociale ed economica del nostro Paese".

"Sono rimasto colpito dalla vicenda denunciata dalla Bonino - ha detto Bruno Tabacci di Centro democratico ospite dell'incontro -". Tabacci ha aggiunto: "Ci collochiamo nel centrosinistra, per l'apparentamento vedremo". E per estensione, concedendo il suo simbolo, lo stesso possono fare appunto i Radicali, che non sono in Parlamento con una lista autonoma dal 1992.

È stato lo stesso Bruno Tabacci, durante la conferenza stampa della formazione di Bonino ad annunciarlo.

Altre Notizie