Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Reddito di Inclusione: oltre 75mila domande, in testa la Campania

Pagani, reddito di inclusione: problemi da Inps e Comune Reddito d'inclusione (Rei): oltre 75.000 domande pervenute all'Inps fino al 2 gennaio 2018
Esposti Saturniano | 05 Gennaio, 2018, 10:46

In testa le regioni del Sud per la richiesta del reddito di inclusione Dal 1 dicembre 2017 al 2 gennaio 2018 i Comuni di tutte le regioni Italiani hanno trasmesso all'Inps 75.885 domande di reddito di inclusione (il cosiddetto REI). Sono i primi dati diffusi dall'Inps nella giornata di ieri che quantificano il numero di istanze pervenute nel mese di dicembre.

Le Regioni da cui sono state trasmesse il maggior numero di richieste sono la Campania con 16.686 (22%) e la Sicilia con 16.366 (21,4%), seguite dalla Calabria con 10.606 (14%).

Se hanno i requisiti previsti per l'accesso al ReI, possono fare domanda per trasformare il sostengo per l'inclusione attiva in Reddito di Inclusione. In fondo alla classifica ci sono invece Puglia e Provincia di Trento, da cui non è arrivata nessuna domanda, e la provincia di Bolzano, con sole 8 richieste di ReI.

Da un minimo di 187 fino a un massimo di 480 euro per chi si trova in una situazione di povertà assoluta. Molto staccae Lombardia e Lazio con una richiesta di poco superiore alle 5000 domande. In prima battuta il Rei può abbracciare una platea di 490mila famiglie, per un totale di circa 1,8 milioni di persone.

Per accedere al Rei, bisogna avere un Isee familiare inferiore ai 6mila euro; avere un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; e un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila euro per la coppia e a 6mila euro per la persona sola). Se approvato, l'assegno Rei verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda. Per godere del beneficio economico, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, volto al superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all'inclusione sociale appositamente predisposto dai servizi sociali del Comune.

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