Domenica, 20 Ottobre, 2019

Mano bionica, Policlinico Gemelli, Roma

Adesso la Scuola Superiore Sant’Anna ha reso note le prime Adesso la Scuola Superiore Sant’Anna ha reso note le prime
Evangelisti Maggiorino | 05 Gennaio, 2018, 09:59

Si chiama Almerina Mascarello la prima donna con una mano bionica con il senso del tatto.

A prima vista sembra di essere stati catapultati in un film di fantascienza: "stiamo andando sempre più nella direzione di film di fantascienza come la mano bionica di Luke Skywalker in Star Wars - completamente controllato, protesi completamente naturale e sensorizzata, identica alla mano umana", ha dichiarato alla BBC Il professor Silvestro Micera, neuro ingegnere all'EPFL di Losanna e Sant'Anna School of Advanced Studies di Pisa.

La mano è stata impiantata al Policlinico Gemelli di Roma nel giugno del 2016 del neurochirurgo Paolo Maria Rossini.

Ad essere protagonista della sperimentazione è stata Almerina Mascarello, donna veneta che aveva perso la mano sinistra in un incidente.

La donna ha portato con sé lo zainetto uscendo a Roma, nell'ottobre 2016, sotto il controllo dei responsabili del test. All'inizio, dopo l'intervento, sembrava che non succedesse niente. Per quanto si tratti già di una versione migliorata della mano bionica impiantata ad un uomo danese nel 2014, questa tecnologia ha bisogno ancora di ulteriori sviluppi. L'obiettivo ultimo è quello di rendere questa tecnologia utilizzabile clinicamente.

Adesso la Scuola Superiore Sant’Anna ha reso note le prime
Adesso la Scuola Superiore Sant’Anna ha reso note le prime

I risultati dell'esperimento saranno presto pubblicati su una rivista scientifica internazionale.

Per la prima volta una mano bionica in grado di percepire stimoli tattili è stata sperimentata nel mondo reale, fuori da un laboratorio.

La paziente è uscita dall'ospedale con la mano hi-tech perché, rispetto al caso precedente, ora tutta l'elettronica necessaria è racchiusa in uno zainetto, all'interno del quale "vengono registrati i movimenti dei muscoli e tradotti in segnali elettrici, da cui giungono poi i comandi per la mano".

C'è da dire che tutto il sistema che gestisce il tatto e il movimento delle varie dita della mano bionica non risiede all'interno di essa. "Sono finalmente in grado di fare cose che prima erano difficili, come vestirmi, indossare scarpe: mi sento completa". La donna è in grado di distinguere la forma degli oggetti, tondi, cilindrici, quadrati, duro o morbido, addirittura la differenza tra zigrinature sottili o più grossolane. "Lo zainetto è stato uno step intermedio e il prossimo passo è miniaturizzare l'elettronica", ha chiosato.

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