Lunedi, 17 Dicembre, 2018

Spesa: buste "bio" a pagamento anche per frutta e verdura

Ecco la tassa sulle buste della spesa solo bio e a pagamento L’AUTORE Annamaria Zarrelli
Machelli Zaccheo | 02 Gennaio, 2018, 21:39

Confcommercio invita i commercianti a porre la massima attenzione sulla normativa legata alle "shopper" entrata in vigore dal 1 gennaio 2018, che prevede l'obbligo di far pagare ai consumatori i sacchetti di plastica di qualsiasi tipo (anche ultraleggeri come quelli utilizzati per imbustare frutta e verdura), ma perfino le buste biodegradabili o compostabili.

I sacchetti in polietilene per frutta e verdura finora distribuiti gratuitamente costano infatti al supermercato poco più di 1 centesimo di euro, mentre quelli nuovi biodegradabili il doppio. Biodegradabilità, compostabilità e contenuto di materia prima rinnovabile dovranno essere certificati da organismi accreditati. "Le altre, invece, dovranno essere consegnate solo dietro specifico pagamento, che dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura d'acquisto emessi".

Sul pagamento di questi sacchetti si è subito aperta la polemica. Il che comporta tutti i problemi di inquinamento ambientale e marino di cui già siamo tristemente a conoscenza e tutte le dannose conseguenze. Legambiente ha inoltre ricordato che in questi anni l'Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell'uso delle buste di plastica, ed è stato il primo paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non compostabili. Su scala mediterranea, la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco.

Non ci sta una gran fetta di consumatori, che, soprattutto tramite i social, fanno sentire la propria voce.

"Si tratta di un balzello inutile che non ha nulla a che vedere con l'ambiente e con la lotta al consumo di plastica - spiega l'associazione dei consumatori". Una modifica dunque alle abitudini di milioni di famiglie [VIDEO] che fino ad oggi erano abituati ad utilizzare buste di plastica per poter conservare determinati prodotti, le stesse che adesso si pongono protagoniste indirette ed incolpevoli di una nuova e odiata tassa. "È assurdo e gravissimo che i costi di provvedimenti pseudo-ambientali siano scaricati interamente sugli utenti, trasferendo su di essi spese che dovrebbero essere solo a carico delle aziende e dell'industria". Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. Da ieri, infatti, si pagano i sacchetti biodegradabili e compostabili per frutta, verdura, carne e pesce.

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