Martedì, 11 Dicembre, 2018

L'Istat: in Italia sempre più single, aumentano gli anziani

Continuano a diminuire i lettori in Italia ISTAT: IN 2016 MIGLIORA SODDISFAZIONE GENERALE E SPESA SALE +1% (4)
Acerboni Ferdinando | 29 Dicembre, 2017, 16:28

Un paese di vecchi e di single. Le mini famiglie, però, sono una novità dell'ultimo annuario. È nelle isole che ci si posa di più e il rito che gli sposi scelgono principalmente è sempre - seppure in costante calo - quello religioso che nel 2015 ha caratterizzato il 54,7% delle nozze. Il tasso di fecondità totale nel 2015 scende ancora, a 1,35 figli in media per donna. In Italia nascono pochi bambini, ma si vive sempre più a lungo: si passa da 80,1 anni a 80,6 anni per i maschi e da 84,6 a 85,1 per le femmine.

L'analisi della soddisfazione espressa per i diversi ambiti di vita evidenzia un aumento della quota dei soddisfatti per la situazione economica. Perché, è vero, in Italia c'è un esercito di 6,4 milioni di persone che vorrebbe tanto poter lavorare (una cifra che è la somma della forza lavoro potenziale e dei disoccupati), ma questo esercito in un anno è calato del 3,5 per cento, e tra i soldati di questo esercito poi ci sono anche quelli che pur desiderandolo un lavoro non risultano cercarlo. Analizzando la distribuzione territoriale, è evidente che il decremento maggiore si ha al Sud e Nelle Isole, mentre la maggior parte dei residenti si trova al Nord-ovest. Aumentano le famiglie composte da una sola persona (da 20,5 a 31,6%), ormai una su tre, e si riducono quelle di cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%). Il quoziente di mortalità, a sua volta, passa dal 10,7 a 10,1 per mille; è più alto nelle regioni del Centro-Nord (circa 10,4 per mille) e più basso in quelle del Sud (circa 9,5 per mille). Ad aumentare però in misura marcata sono i divorzi che da 52.355 nel 2014 diventano 82.469 nel 2015.

È quanto emerge dall'Annuario statistico italiano edizione 2017, pubblicato dall'Istat.

E' inoltre evidente il legame tra l'abitudine alla lettura e altre forme di partecipazione culturale: il 68,9% di chi legge si è recato di più al cinema rispetto al 41,7% dei non lettori, così come il 34,7% dei lettori ha visto almeno uno spettacolo teatrale nell'anno rispetto al 10,2% di coloro che non leggono, così come la frequentazione di musei o mostre che è praticata dal 54,1% del primo gruppo rispetto al 15,8% del secondo. Insomma nel 2016 lo scarto, calcolato in esborso medio mensile, tra le famiglie dei centri urbani maggiori e quelle dei municipi medio-piccoli è di quasi 500 euro (+20,4%). La maggior parte proviene dall'Unione europea (30,5%), seguono quelli dell'Europa centro-orientale (21%) e dell'Africa settentrionale (12,9%).

Nel 2016, circa 4,2 milioni di persone hanno letto e-book (7,3% della popolazione di 6 anni e più).

L'81,2% della popolazione di 14 anni e oltre esprime un giudizio positivo (molto o abbastanza soddisfacente) per il proprio stato di salute, mentre si ritengono poco soddisfatti il 13,3% e per nulla soddisfatti il 3,8%. Si contano 4 milioni e 742 mila individui poveri, di cui oltre due milioni risiedono nel Mezzogiorno (con un'incidenza del 9,8%) e due milioni 458 mila sono donne (7,9%). Il dato cambia a seconda del titolo di studio: a presenta il valore minimo, pari al 4%, per le famiglie in cui la persona di riferimento ha ottenuto almeno il diploma, mentre sale all'8,2% per chi ha al massimo la licenza elementare. La spesa destinata dalle famiglie italiane alla cultura e al tempo libero rimane, in percentuale sulla spesa complessiva per consumi, pressoche' invariata (poco meno del 7%). La quota di sedentari è pari al 39,2 per cento; più sedentarie le donne rispetto agli uomini, il 43,4 per cento delle donne dichiara di non svolgere alcuna attività fisica rispetto al 34,8 per cento degli uomini. Il crollo del voto (solo il 46% degli elettori ai ballottaggi per le amministrative di giugno) si è accompagnato a un minore desiderio di informarsi su siti e giornali e di guardare i talk show: il 24,5% non si informa mai sui temi politici, mentre 32,8% non ne parla mai. Le malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le due principali cause di morte in Italia, che costituiscono il 66% dei decessi. Il flusso dei clienti, nel 2016, e' di circa 403 milioni di presenze, in aumento del 2,6% rispetto al 2015, con una permanenza media di 3,45 notti.

Altre Notizie