Sabato, 24 Agosto, 2019

Ius soli, manca numero legale al Senato

Roberto Calderoli Roberto Calderoli
Evangelisti Maggiorino | 24 Dicembre, 2017, 02:36

Del resto, il vicepresidente del Senato Calderoli si è assunto il merito di aver assestato il colpo decisivo alla ddl, essendo partita da lui la richiesta di verifica del numero legale: "Sulla mia pregiudiziale di costituzionalità sullo Ius soli e sulla mia richiesta di verifica del numero legale, nell'aula del Senato è mancato il numero legale e il ddl, come avevo già annunciato ieri, è definitivamente naufragato". Grasso, constatando l'impossibilità di raggiungere il numero legale, decreta la fine dei lavori: si riprende il 9 gennaio con all'ordine del giorno le "comunicazioni del presidente". Va detto che, pur in presenza del numero legale, sarebbe stato difficile arrivare all'approvazione dello Ius soli prima dello scioglimento delle Camere, dal momento che la discussione odierna riguardava il solo esame delle pregiudiziali. A rovinare i piani di chi sperava di discutere questo provvedimento è stato il senatore della Lega, Roberto Calderoli, uno dei più fermi oppositori alla legge, che ha chiesto la verifica del numero legale prima di proseguire. A decretare la "morte" dello ius soli sono stati i 33 senatori che, dopo il sì alla manovra, sono venuti a mancare per il raggiungimento del numero legale. "Cosi' come abbiamo vinto oggi, vinceremo le elezioni e in Italia non ci sara' mai una legge sciagurata sulla cittadinanza regalata".

"Ciò che fa più male sono le ostinate dichiarazioni di alcuni esponenti politici di primo piano che fino a questa mattina, in pubblico e in privato, insistono nel dire che la legge verrà approvata, mentendo sapendo di mentire. E' un atteggiamento davvero inaccettabile quando si tratta di bambini e ragazzi". Secondo Iacomini "l'Italia ha violato l'art.2 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati Onu". "Questi giovani italiani finiscono nel dimenticatoio mentre parte la gara alle candidature, le trattative sui collegi, le maratone tv" s'indigna Iacomini. "In tanti però - osserva il portavoce di Unicef Italia - si sono spesi per questa causa. Saranno quei cittadini della società civile e delle associazioni che continueranno a lavorare seriamente ogni giorno per arginare i danni di questo ennesimo scempio parlamentare e faranno capire a questi 800 mila minori quantoessi contino per gli adulti responsabili del Paese". E' una brutta pagina della nostra storia repubblicana quella che si consumera' allo sciogliersi delle Camere dopo Natale che sul tema della cittadinanza si ripete tristemente oramai da dieci anni.

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